Pagina 2 | Da Bardghji fino a Emegha: Juve, i risultati dell'algoritmo e la lista di Comolli. E c'è un sogno...

TORINO - Con sguardo fermo e passo risoluto, Damien Comolli sta andando alla scoperta dell’universo Juventus. Un mondo ancora incompleto, evidentemente: all’appello, tanto per limitarsi ai ruoli apicali, mancano un direttore tecnico e un direttore sportivo. Un mondo perfettibile, anche, agli occhi del nuovo dg bianconero: la creazione di un Comitato Strategico è stato solo il primo passo, ma sono attese novità anche nell’area performance, per esempio. L’estate del dirigente transalpino si annuncia rovente, ma il suo operato non inizierà da zero. La metodologia affinata nel corso di un’esperienza ormai più che trentennale nel pallone, infatti, è piuttosto consolidata. E a Torino, semmai, Comolli troverà terreno fertile per integrarla e migliorarla, grazie a strutture e risorse di cui non poteva disporre al Tolosa. Dove, in ogni caso, ha portato avanti il suo credo fatto di numeri e colloqui attitudinali. Maturando risultati che, oggi, costituiscono le fondamenta su cui edificare la nuova opera bianconera.

Comolli, cambio di prospettive

La sua esperienza italiana, per dire, partirà dalle conoscenze alla base della clamorosa percentuale, prossima al 100%, di disponibilità dei giocatori del Tolosa nell’ultima stagione, in cui sono stati di fatto cancellati gli infortuni muscolari. Ma il discorso può essere esteso anche al mercato. Chiaro: quello dalle violette ai bianconeri è un salto triplo, in cui mutano le esigenze e le prospettive. Ma il metodo resta quello che affonda profonde radici nella logica del “Moneyball”. E profili certosinamente setacciati al di là delle Alpi, prima ancora di cominciare, possono già risultare invitanti anche al di qua dell’arco alpino. 

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Juve a caccia di gol: c’è Emegha

Un esempio? Beh, innanzitutto Emanuel Emegha, l’attaccante olandese dello Strasburgo che piaceva al Tolosa e per cui sono stati inaugurati dei contatti, negli scorsi giorni, da parte della Juventus. Il profilo è ambizioso: se non per il prezzo, 25-30 milioni che sono alla portata dei bianconeri, quantomeno per gli scenari. Il club francese condivide infatti la proprietà con il Chelsea e il percorso già disegnato per la punta, a riprova della considerazione di cui gode, prevede un’ultima stagione allo Strasburgo prima del grande salto in Premier. A meno di offerte particolarmente convincenti, s’intende. E proprio sul concetto di “convincenti” si sta informando la Juventus, ingolosita dai 14 centri in 27 partite nell’ultima Ligue1: l’attaccante orange può diventare un’alternativa ai difficili obiettivi Osimhen e Gyokeres, o a quel Jackson dello stesso Chelsea per cui sono stati avviati primi contatti.

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L’enfant prodige: Roony Bardghji

Dai database innaffiati di statistiche a Tolosa, poi, è emerso il nome di Roony Bardghji, non certo nuovo a chi mastica di giovani talenti. Lo svedese di origini siriane, nato nel Kuwait, è stato infatti un “enfant prodige”, segnando il suo primo gol con la maglia del Copenhagen a 16 anni e una settimana, ma soltanto perché in Danimarca prima dei 16 anni non si può scendere in campo con la prima squadra. E esordendo nelle coppe europee a 17, con i fari di Chelsea, Barcellona e Bayern Monaco puntati addosso. Di anni, oggi, ne ha 19 e si è appena lasciato alle spalle un brutto infortunio al crociato. Non un dettaglio, ma comunque uno stop da cui ha recuperato, al punto che il Barcellona è di nuovo sulle sue tracce, al pari del Marsiglia di De Zerbi.

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Il sogno Timber

Il terzo nome sottolineato di rosso dall’algoritmo è quello di Jurrien Timber. D’accordo, non servono i dati per andare alla scoperta di un titolare dell’Arsenal. Ma il metodo serve a individuare i profili sottostimati o quelli con maggiori margini di crescita, a prescindere dal livello. E il terzino destro dei Gunners, numeri alla mano, è deputato a diventare uno dei migliori interpreti al mondo nel suo ruolo. In questo caso, la valutazione tocca i 50 milioni e la considerazione di Arteta per il 24enne olandese sconsiglia di ritenere facile una sua cessione. Ma Comolli sta esplorando il vasto universo Juventus anche per capire quali siano i margini di manovra. 

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Juve a caccia di gol: c’è Emegha

Un esempio? Beh, innanzitutto Emanuel Emegha, l’attaccante olandese dello Strasburgo che piaceva al Tolosa e per cui sono stati inaugurati dei contatti, negli scorsi giorni, da parte della Juventus. Il profilo è ambizioso: se non per il prezzo, 25-30 milioni che sono alla portata dei bianconeri, quantomeno per gli scenari. Il club francese condivide infatti la proprietà con il Chelsea e il percorso già disegnato per la punta, a riprova della considerazione di cui gode, prevede un’ultima stagione allo Strasburgo prima del grande salto in Premier. A meno di offerte particolarmente convincenti, s’intende. E proprio sul concetto di “convincenti” si sta informando la Juventus, ingolosita dai 14 centri in 27 partite nell’ultima Ligue1: l’attaccante orange può diventare un’alternativa ai difficili obiettivi Osimhen e Gyokeres, o a quel Jackson dello stesso Chelsea per cui sono stati avviati primi contatti.

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