Pagina 2 | Legrottaglie: "Juve ancora alla ricerca di un’identità". Su Tudor, il post City e il Real...

Anche su un campo da padel, Nicola Legrottaglie non perde mai l'attenzione per il calcio. Ospite al Country Time Club di Mondello, dove ha disputato una partita speciale insieme a Dida, Amelia e Zaccardo in occasione del FIP Silver Mediolanum Padel Cup, l’ex difensore ha colto l’occasione per analizzare il momento della Juventus e delle altre big del calcio italiano.

Legrottaglie sulla Juve e la comunicazione di Tudor

Vedo una Juve ancora alla ricerca di un’identità – ha spiegato Legrottaglie a margine dell’evento –. È un processo che richiede tempo, ma dare continuità a Tudor è stata la scelta più logica: se l’hanno confermato significa che hanno apprezzato il suo lavoro e l’impatto positivo sull’ambiente”. L’ex centrale bianconero si è poi soffermato sulla reazione dopo la sconfitta contro il Manchester City al Mondiale per club, evidenziando un aspetto che non lo ha convinto: Ho sentito troppo pessimismo, un atteggiamento quasi rassegnato, come a dire 'sono troppo più forti di noi, sono su un altro livello'. Ecco, io penso che si può anche perdere una partita, ma bisogna sempre essere convinti di essere forti”. In quest’ottica, l’ottavo di finale contro il Real Madrid sarà un banco di prova cruciale: “Può diventare un’occasione per ritrovare convinzione. Sarà tutt'altra partita, con motivazioni ancora maggiori”. Guardando all’organico bianconero, Legrottaglie ha individuato alcuni elementi chiave su cui fondare il nuovo corso: Yildiz, Bremer, Thuram: c’è una struttura su cui costruire una squadra molto competitiva”. Alla domanda su quale sarà la principale avversaria della Juve e delle altre big in Serie A, la risposta è stata netta: “Il Napoli, che secondo me dominerà anche il prossimo campionato".

 

 

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La situazioni di Inter e Milan e uno sguardo alla Nazionale

Inevitabile anche un riferimento alla situazione delle milanesi. "L’Inter resta un’avversaria importante, ma quest’anno non parte davanti a tutti come dodici mesi fa. Se arrivasse subito qualche risultato negativo potrebbe essere difficile riprendersi sul piano psicologico. Il Milan invece è un punto di domanda: vediamo cosa vogliano costruire e in che modo”. Infine, uno sguardo alla Nazionale, impegnata in una fase di rinnovamento: “Prima o poi servivano dei cambiamenti. Gattuso era la figura più amata, quello che può dare subito un’immagine di determinazione e voglia di rivalsa. È perfetto in questo. Ma dall’immagine alla costruzione di un progetto serve un percorso. Ora facciamo il tifo tutti insieme, è l’Italia e dobbiamo sostenerla”.

 

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