La prima proposta di rinnovo
C’era stata un’accelerazione importante a fine aprile con all’epoca il dt juventino Cristiano Giuntoli, che aveva prospettato un rinnovo da circa 3,3-3,5 milioni a stagione fino al 2028. Ipotesi questa gradita a McKennie e al suo entourage a livello salariale, anche se sul tema commissioni, invece, non c’era stato il via libera dei vertici juventini. Troppo alte le richieste formulate e un “riparliamone a fine campionato” che è finito su un binario morto dopo che lo stesso Giuntoli è stato sollevato dall’incarico a fine maggio. Le contrattazioni quindi ora rischiano di rincominciare daccapo.
Il nodo commissioni
Occhio pertanto sempre al famigerato tema commissioni. Un aspetto questo che rischia di tornare d’attualità e fungere da freno nei dialoghi. Intanto diversi club stranieri hanno già effettuato i primi sondaggi per il classe 1998, che ha estimatori in Germania, Inghilterra, Francia e Turchia. Non siamo ancora nell’alveo delle proposte ufficiali, ma qualcosa potrebbe muoversi già nei prossimi giorni. Tutto dipende dalla Juve. Non è un mistero, infatti, che McKennie abbia dato la priorità al prolungamento con la società bianconera. Un pensiero ribadito prima del Mondiale per Club ai suoi agenti. Ora la palla passa al nuovo management della Vecchia Signora capitanato da Damien Comolli, chiamato a decidere il destino del Maghetto.
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