MONDIALI 2018

Germania, Draxler: «Ci ripeteremo»
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Germania, Draxler: «Ci ripeteremo»

Il trequartista tedesco: «Neuer e Ter Stegen sono due garanzie»

di Federico Lo Giudice venerdì 1 giugno 2018

EPPAN AN DER WEINSTRASSE - Ripetersi è sempre difficile. Lo è nella vita come nello sport. Ma la Germania campione del mondo vuole provare a bissare il successo ottenuto in Brasile, che gli è valso la quarta stella, ed eguagliare così il risultato di Italia e Brasile che sino ad ora sono le uniche due nazionali capaci di realizzare l’impresa di vincere per due volte di fila un Mondiale di calcio. I tedeschi, come accade da una ventina d’anni a questa parte, partono tra i favoriti. Un ruolo che ai campioni in carica non dispiace ricoprire visto che sono consapevoli di avere una squadra ricca di talento e campioni. Le dieci vittorie in altrettante gare disputate per conquistare il pass a Russia 2018 l’hanno confermato. Rispetto a quattro anni fa non ci saranno Klose, miglior realizzatore della storia nei mondiali con 16 reti, l’eroe di Rio de Janeiro Mario Götze, Podolski, Schweinsteiger e Lahm. Cinque elementi che furono indispensabili per il successo finale, ma che sono stati sostituiti da giocatori di altrettante classe. Uno di questi potrebbe e dovrebbe essere Julian Draxler che nel 2014 venne utilizzato solo per 14’ nella gara dominata e stravinta per 7-1 dalla Germania contro i padroni di casa del Brasile. Stavolta il suo ruolo e il suo apporto non saranno marginali, anzi, da lui ct Löw come i tifosi si aspettano tanto. Una responsabilità che il 24enne di Gladbeck è pronto a prendersi come ha dimostrato nelle prime due settimane di ritiro in Südtirol dove è stato uno dei più brillanti.



CARICO - «Rispetto al mio primo Mondiale - ha detto Draxler - sono cambiate tante cose. Nel 2014 ero molto giovane e con poca esperienza in campo internazionale e quindi ho avuto poco spazio. Ora tutto è diverso. Sono maturato, ho maggiore esperienza perché mi è stata data la possibilità di giocare in dei club che disputano le competizioni della Uefa e questo di conseguenza mi ha permesso di migliorare come giocatore. So che potrò dare molto alla mia Nazionale. Sono pronto a mostrarlo al commissario tecnico e ai nostri tifosi. So che stavolta giocherò tanto. Ne sono sicuro perché negli ultimi anni sono riuscito a fornire tante buone prestazioni con la maglia della Germania dove sono stato schierato in più ruoli».



AMBIZIONE - I riflettori non saranno puntati solo su di lui, ma anche sulla Germania chiamata a difendere il titolo. Le contendenti sono tante e tutte composte da rose di alta qualità come Brasile, Argentina, Inghilterra, Francia, Spagna e i campioni d’Europa in carica del Portogallo. A loro si deve aggiungere qualche outsider che, come sempre, potrebbe invertire i pronostici iniziali. «La nostra è una missione difficile. Gli ultimi che sono riusciti a difendere il titolo sono stati i brasiliani nel 1962. Questo fa capire quanto sia complicato ripetersi, ma per noi è anche una motivazione per tentare di cambiare la storia. Sappiamo che non sarà facile, ma ci stiamo preparando nei minimi dettagli e per tenere alta la nostra fame di successo, come ha detto più volte il ct Löw. Il nostro compito dovrà essere quello di dare molto di più di quello che siamo riusciti a dare nel 2014. Mentalmente siamo carichi e credo che la nostra nazionale ha tanti punti di forza oltre alla voglia di vincere un’altra Coppa del mondo».

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