Cristiano Ronaldo, la sirena da 100 milioni. Futuro con Messi?

L’Arabia Saudita corteggia l'asso portoghese e ‘minaccia’ di scippare l'argentino al Psg. Il piano rivelato dal presidente della Federcalcio Yasser Al-Misehal
Cristiano Ronaldo, la sirena da 100 milioni. Futuro con Messi?

Quando a casa Portogallo è arrivata la notizia della rescissione consensuale (sic) del contratto che legava Cristiano Ronaldo al Manchester United, la spedizione lusitana in Qatar aveva tirato un sospiro di sollievo. Finalmente, avevano pensato i più ingenui, quelli che erano convinti che la telenovela più seguita del Mondiale fosse finita qui, con una stretta di mano virtuale (perché se si fossero visti se le sarebbero date di santa ragione). E, invece, no. Nemmeno un accenno di titoli di coda. Tra una puntata e l'altra soltanto il tempo di rimangiarsi il sospiro di sollievo. E non tanto per la squalifica che i cuor di leone della FA hanno avuto il coraggio di notificargli solo ora - due giornate e 58 mila euro di multa per aver lanciato e rotto il cellulare di un tifoso - quanto perché, chiuso il capitolo legato al passato, è stato subito aperto, con un deciso accento arabo, quello che riguarda il suo futuro.

La variante saudita

E già, perché se non dovesse vincere il Mondiale dando scacco matto a Messi in finale, CR7 ha tutta l'intenzione di continuare a giocare o, quantomeno, di continuare a ingrossare il proprio conto corrente: «Era arrivato il momento di voltare pagina, sono pronto per una nuova sfida». Ed è proprio qui che entra in gioco la variante Arabia Saudita che, dopo aver piazzato il Newcastle ai piani alti della Premier e aver battuto l'Argentina nella partita d’esordio al Mondiale, ha tutta l'intenzione di esagerare, di non fermarsi qui. Sarebbero cento, infatti, i milioni a stagione offerti al cinque volte Pallone d'Oro al quale, secondo i tabloid inglesi, sarebbe stata data anche la possibilità di finire la stagione al St. James Park prima di trasferirsi nella penisola arabica e militare per i prossimi due anni indossando la maglietta dell'Al Nasr. Come dicevamo, però, Salman bin Abdulaziz Al Saud e la sua corte non vogliono fare, ma strafare.

L'opzione Messi e il Mondiale

E così, in un'intervista al quotidiano La Nación, il presidente della Federcalcio saudita, Yasser Al-Misehal, ha assicurato che, oltre a flirtare con Coppi, proveranno a convincere anche Bartali: «Vogliamo parlare di questo anche con Lionel Messi», per il quale è pronto un quinquennale alle stesse cifre. Ma torniamo al Mondiale, altrimenti Cristiano Ronaldo si arrabbia con i giornalisti che, invece, di chiedere ai suoi compagni dei fatti suoi dovrebbero concentrarsi di più sul torneo iridato. Eppure, all’ombra del quartier generale portoghese non si parla d’altro: «Non penso che l’affaire Cristiano rischi di togliere importanza al nostro debutto, vedo tutti concentrati», ha assicurato il ct lusitano Fernando Santos alla vigilia della sfida di questo pomeriggio contro il Ghana. Bruno “Ponzio Pilato” Fernandes ha, invece, preferito lavarsi le mani: «Cris non ne ha parlato con me, è una sua decisione personale che riguarda solo lui e la sua famiglia. Situazione scomoda? No, perché mai? Non devo mica scegliere da che parte stare. Per quanto mi riguarda è stato un privilegio giocare con lui. Un sogno, perché è sempre stato una fonte d’ispirazione per me. Finché è durato è stato bello», ha ammesso con sospetta accondiscendenza il centrocampista dei Red Devils che, dalla loro, sono riusciti a risparmiare i quasi 18 milioni di euro di stipendio che avrebbero dovuto versare da qui a fine giugno sul conto corrente del crack di Funchal.

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