Messi e la foto virale con la Coppa del Mondo: chi l’ha scattata?

La Pulce racconta il retroscena legato a quello scatto diventato ormai iconico: ecco le parole sul suo futuro e quello di Scaloni, Qatar 2022, il rigore di Montiel e tanto altro ancora
Messi e la foto virale con la Coppa del Mondo: chi l’ha scattata?

BUENOS AIRES (ARGENTINA) - Dall'incredibile cavalcata mondiale in Qatar al futuro suo e di Scaloni fino alla foto a letto con la coppa: è un Lionel Messi senza veli quello che si racconta al quotidiano argentino Olé. A proposito degli scatti di lui che dorme abbracciando la coppa, la Pulce rivela un importante retroscena: "Siamo arrivati all'alba e abbiamo dormito poco a causa del fuso orario. Erano le sei del mattino e la tv era accesa. Nella stanza di fronte c'erano De Paul e Otamendi; mi hanno sentito andare in bagno, la Coppa era con me quella notte e sono entrati per scattarmi la foto". Sul rapporto speciale con l'ex Udinese spiega: "È fondamentale per il gruppo dal punto di vista calcistico e umano. È bravo a sdrammatizzare: la gente vede che scherza sempre ma è un gran lavoratore".

Messi: ecco il punto di svolta del nostro Mondiale

Dopo tanti sacrifici e infinite critiche, Messi è riuscito a vincere la Coppa del Mondo. Un'emozione grandissima: "L'ho desiderata tantissimo. Sono da molti anni in nazionale, l'avevo sfiorata nel 2014: dietro questa vittoria c'è stato tanto sacrificio, tante sconfitte, tanti momenti difficili che ho dovuto affrontare". Ripercorrendo l'avventura in Qatar, la Pulce individua nel successo sul Messico dopo la sconfitta all'esordio con l'Arabia Saudita il punto di svolta: "Là è venuta fuori la forza del gruppo, quello che eravamo come gruppo e ne siamo usciti tutti più forti. Nell'intervallo di quella partita dissi che la situazione era difficile ma che dovevamo giocare come sapevamo. Eravamo superiori al Messico e dovevamo accelerare. L'ansia ci ha divorato, è stata la nostra peggior partita. Poi però siamo diventati più fiduciosi e calmi. Con la Polonia era partita da dentro o fuori ma abbiamo avuto il controllo. Eravamo tornati alla nostra essenza. Tutto il mondo tifava per me? Non so quale sia il motivo, forse le persone hanno visto quanto ho lottato per raggiungere quell'obiettivo e a molti è sembrato ingiusto quello che ho vissuto con la nazionale argentina, non tanto a livello di risultati quanto di critiche. Le persone che mi amano e che tengono a me hanno sempre apprezzato quello che ho cercato di dare".

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Sull'incontro con Mbappé e le critiche per i festeggiamenti

A Parigi ha ritrovato nello spogliatoio Mbappè, uscito sconfitto all'ultimo atto nonostante la tripletta messa a segno: "Con Kylian non ci sono problemi. Abbiamo parlato della partita, dei festeggiamenti in Argentina ma niente di più". E a proposito delle critiche rivolte ai giocatori per come hanno esultato dopo la vittoria, Messi ribatte: "Mi sembrano ingiuste, nessuno ci ha regalato niente e ci siamo sempre comportati in modo esemplare, dentro e fuori dal campo. Tutto secondo me inizia dalla partita con l'Olanda: nessuno parla di quello che dicevano loro prima della partita, di quello che è successo durante la gara e durante i rigori. Erano loro a provocare, a non mostrare alcun tipo di fair-play. La gente l'ha vissuta al massimo e si è divertita. Non solo dopo la finale, festeggiavano dopo ogni partita. Vedere i loro volti è stato spettacolare".

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Messi, la parata del Dibu su Kolo Muani e il rigore di Montiel

Ritornando ad alcuni fotogrammi della finale, Messi commenta: "Abbiamo giocato una partita fantastica, non era la prima volta. La parata di Martinez su Kolo Muani? È stato tutto così veloce, non l'ho vissuta appieno. Ho sofferto di più guardando i video dopo. Sul rigore di Montiel c'è chi dice che stessi parlando con mia nonna o con Maradona. Ho chiesto a Dio e a Cachete (il soprannome di Montiel ndr) di segnare, di non prolungare quell'agonia oltre".

Messi sul suo futuro e quello di Scaloni

A proposito del proprio futuro con l'Albiceleste, l'attaccante del Psg non si sbilancia: "Vista l'età, è difficile che possa esserci nel 2026. Amo il calcio e finché mi sentirò in buona forma e mi divertirò continuerò a giocare. Manca ancora tanto al prossimo Mondiale, vediamo come proseguirà  la mia carriera. Non posso prevedere nulla - ribatte il diretto interessato, che spegnerà 36 candeline a giugno -. Per questione di età e tempo, mi sembra difficile. Ma vediamo come andrà avanti la mia carriera, cosa farò, dipende da tante cose". Sul ct Scaloni, invece: "Al di là di tutto quello che ha fatto vedere, è una persona molto importante per la nazionale e per tutto questo gruppo che è cresciuto con lui. Dopo il Mondiale non ci siamo più sentiti, lo capirei se volesse altre sfide ma spero che decida di continuare come ct, sarebbe la cosa migliore per l'Argentina".

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