Dalla gestione del gruppo all'eccessivo numero di partite
Il tecnico di Reggiolo rende merito ad Arrigo Sacchi, del quale é stato calciatore-allievo al Milan, poi vice in Nazionale nel Mondiale statunitense del 1994: "È stato un innovatore, ha portato qualcosa di nuovo nel calcio a livello tattico e di metodologia. Ho lavorato tanti anni con lui da giocatore e allenatore, è stato per me un maestro molto importante". Prima ancora che in campo, l'abilità di un allenatore sta nel saper gestire il gruppo. Una capacità che non si impara nell'aula di un corso, ed è appunto una delle principali qualità riconosciute ad Ancelotti: "Non l'ho studiato, sono fatto così e cerco di trasmettere la mia identità e il mio carattere nella relazione con gli altri. Il carattere si forma con i maestri che hai avuto nell'infanzia: tuo papà, gli insegnanti a scuola e gli allenatori. La convivenza tra i grandi campioni dipende dall'intelligenza individuale di ciascuno di loro. Solitamente il grande campione è serio, professionale e lavora bene. La gestione non è così complicata".
Non manca una riflessione sul calcio moderno. Si gioca tanto, troppo secondo il nuovo commissario tecnico del Brasile: "Credo che le federazioni, la UEFA e la FIFA debbano trovare una soluzione per preservare la qualità, ma soprattutto la salute dei calciatori". Non a caso, neanche due settimane dopo aver terminato la sua seconda esperienza sulla panchina del Real Madrid, Ancelotti è già pronto all'esordio con la Nazionale verdeoro. Nella notte tra giovedì 5 e venerdì 6 giugno ci sarà la trasferta contro l'Ecuador, mentre tra martedì 10 e mercoledì 11 giugno la Seleçao ospiterà il Paraguay nell'ultima giornata del girone CONMEBOL, che la vede al momento terza a quota 21 punti, a pari merito con l'Uruguay e lo stesso Paraguay.
