I Coldplay nell’intervallo e 4 tempi: Infantino rivoluziona così la finale, Mondiali o Super Bowl?

Il 19 luglio al MetLife Stadium l’atto conclusivo della rassegna iridata 2026 con la pausa più lunga di sempre tra 1° e 2° tempo: mezzora!

Poco più di trent’anni fa, Osvaldo Soriano aveva dato dignità letteraria al “rigore più lungo del mondo”, il racconto di una partita sospesa e della conseguente settimana di attesa e introspezione del protagonista “El GatoDiaz, il portiere chiamato a parare il rigore decisivo e rinviato di sette giorni. Stavolta parliamo dell’“intervallo più lungo del mondo”, ma di romantico ci sarà ben poco, anche perché per fortuna la finale di Coppa del mondo del 19 luglio al MetLife Stadium non durerà una settimana. Sarà però lo scenario di qualcosa di mai visto, almeno per quanto riguarda il calcio, perchè la scaletta della partita risulterà completamente stravolta e dilatata nel tempo rispetto alla consuetudine. È stata infatti confermata la presenza dell’“Half time show” durante l’intervallo, con i Coldplay che metteranno in scena un mini concerto a tutti gli effetti, della durata non confermata ma probabilmente intorno ai 20-25 minuti, che di fatto raddoppieranno la pausa tra un tempo e l’altro rispetto al solito. Le esibizioni di artisti di fama mondiale non sono certo una novità per le partite di calcio, ma finora erano limitate al pre-show di eventi importanti, come ad esempio le finali di Champions League e di Coppa del mondo: situazioni di solitamente pagano anche la difficoltà di coinvolgere un pubblico per definizione estremamente concentrato sull’attesa della partita più che sulle performance artistiche. Un segnale chiaro della nuova tendenza in atto si era però reso visibile lo scorso anno, quando durante l’intervallo della finale del Mondiale per club tra Chelsea e Psg, sempre al MetLife Stadium di East Rutherford c’era stato un breve spettacolo, coordinato dalla direzione artistica di Chris Martin e con protagonisti J Balvin, Doja Cat e Tems, il tutto rimanendo però entro il canonico limite temporale del quarto d’ora.

Stop ai minuti 22’30” e 67’30”: c'è la pubblicità

Lo show del 19 luglio promette di “sforare” e di stravolgere una liturgia consolidata da più di un secolo, marcando ulteriormente la coesione tra sport e spettacolo ben evidenziata dalla visione di Infantino. Non sarà peraltro l’unico cambiamento determinante nella scaletta, perché già da qualche settimana è ufficiale l’introduzione dei cooling break a metà delle due frazioni. Ma mentre finora si trattava di un prassi ormai ben consolidata, con un (sempre più piccolo) margine discrezionale per l’arbitro, il prossimo Mondiale porterà una codifica ben precisa: arresto del gioco a 22’30” e a 67’30”, con pausa di 3 minuti pianificata per massimizzare le inserzioni pubblicitarie. In particolare, il collegamento dovrà essere interrotto non prima di 20 secondi dal fischio dell’arbitro, e dovrà riprendere almeno 30 secondi prima della ripresa del gioco: nei rimanenti 2’10” la pubblicità dovrà infine scorrere in uno schermo condiviso, senza mai togliere completamente agli spettatori l’immagine del campo. Di fatto, sarà una divisione della partita in 4 tempi, che porterà la durata totale sommando tutte le pause a circa 135’ per i tempi regolamentari, che potranno diventare serenamente oltre tre ore in caso di arrivo ai calci di rigore. Una maratona per i giocatori e una sfida anche per i preparatori atletici, chiamati a gestire, nel prevedibile caldo estivo del New Jersey, il mantenimento del tono muscolare e di condizione dei 22 in campo a fronte di interruzioni dalla durata non rituale. O forse sempre più rituale, per il calcio che verrà.

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