© Redazione/APSIl finale di Portogallo-Croazia ha regalato uno degli episodi più discussi del Mondiale, con un gol annullato nei minuti di recupero che ha cambiato il destino della partita. A fare la differenza non è stata soltanto la sala VAR, ma anche una tecnologia innovativa installata direttamente all'interno del pallone ufficiale. Un dettaglio praticamente invisibile a occhio nudo si è trasformato nell'elemento decisivo per la scelta arbitrale. La vicenda ha acceso il dibattito sull'importanza degli strumenti tecnologici nel calcio moderno. Ancora una volta, l'intelligenza artificiale e i nuovi sistemi di rilevazione hanno avuto un ruolo determinante.
L'episodio decisivo nel finale di Portogallo-Croazia
La sfida sembrava destinata ai tempi supplementari quando, nei lunghissimi minuti di recupero concessi dall'arbitro norvegese Espen Eskas, la Croazia è riuscita a trovare il gol del 2-2. Dopo un'azione confusa in area, Gvardiol ha battuto Diogo Costa da pochi passi facendo esplodere la gioia dei compagni.

L'esultanza, però, è durata soltanto pochi istanti. Richiamato dal VAR, il direttore di gara ha rivisto l'azione individuando un precedente colpo di testa di Matanovic. Proprio quel tocco ha fatto scattare la posizione di fuorigioco di Mario Pasalic, rendendo irregolare tutta l'azione offensiva. La rete è stata quindi cancellata e il Portogallo ha potuto festeggiare il passaggio del turno tra le proteste dei giocatori croati.
