Fabián Ruiz, chiamatelo l’invincibile

Ha scalzato Pedri dall’11 titolare: De la Fuente per loro ha escogitato una staffetta tipo Mazzola-Rivera

Il protagonista che non t'aspetti. A forza di non mollare mai, anche e soprattutto quando sembrava aver perso definitivamente il posto da titolare, Fabián Ruiz è diventato uno degli uomini chiave della Spagna di Luis de la Fuente. Una sorpresa fino a un certo punto, perché il talento non gli è mai mancato. Sembrava, però, difficile immaginare che potesse soffiare il posto a quello che, probabilmente, è il centrocampista tecnicamente più dotato d'Europa. Eppure il calcio non aspetta nessuno. Pedri non è arrivato negli Stati Uniti nel suo miglior momento di forma e, in questa Spagna, se non sei al massimo non giochi. Semplicemente perché alle tue spalle c'è qualcuno pronto a superarti. Quel qualcuno ha il profilo dell'ex centrocampista del Napoli, che è arrivato alla piena maturazione dopo essere cresciuto al PSG all'ombra di Luis Enrique, diventando uno dei pilastri della squadra capace di conquistare due Champions League consecutive.

De la Fuente punta su Fabián Ruiz: il retroscena con Luis Enrique

Un percorso talmente convincente da spingere lo stesso Luis Enrique, uno che raramente torna sui propri passi, ad ammettere pubblicamente di aver commesso un errore quando era CT della Spagna e non gli ha dato la fiducia che meritava: «Mi sono sbagliato». Invece De la Fuente quell'errore non l'ha commesso. Anzi, ha trovato una soluzione che ricorda la celebre staffetta Rivera-Mazzola escogitata da Valcareggi al Mondiale del 1970. Perché a volte serve il controllo assoluto del pallone garantito dal talento blaugrana, altre la fisicità, gli inserimenti e gli equilibri dell'andaluso.

 

 

Ed è proprio qui che emerge la grandezza di Fabián Ruiz. Perché non è solo un centrocampista elegante, ma uno di quei giocatori generosi che ogni allenatore sogna. Corre, copre, aiuta, si sacrifica senza mai sottrarsi al lavoro sporco. Un calcio al servizio della squadra, che forse non fa notizia quanto una giocata spettacolare, ma che spesso vale quanto un gol. Non a caso De la Fuente ha detto che «se non si chiamasse Fabián e avesse l'accento brasiliano, si parlerebbe molto di più di lui».

Fabián Ruiz imbattibile con la Spagna: il record e la dedica alla madre

E poi c'è un dato che ha ormai assunto i contorni della leggenda. In Spagna lo chiamano già "Fabián el invencible". Il motivo è semplice: nelle sue 49 presenze con la Nazionale non ha mai conosciuto la sconfitta. Trentacinque vittorie e 14 pareggi. Un vero e proprio talismano della Roja.

 

 

Lui, però, continua a rimanere lontano dai riflettori. L'orgoglio più grande non sono i trofei né i record d'imbattibilità. È un altro. Aver guadagnato abbastanza da permettere a sua madre, addetta alle pulizie al Betis, di smettere di lavorare: «In casa non stavamo bene economicamente, però un pallone non mi è mai mancato. E quando mi ha comprato il Napoli le ho detto: "Mamma, ora puoi davvero smettere di lavorare per stare più con me"».

 

 

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