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Lise, la donna che guida la rivolta contro Infantino & Trump per il caso Balogun

Ex nazionale, avvocata, dal 2022 presidente della federcalcio norvegese, Klaveness presenterà un esposto al comitato etico della Fifa: "La sospensione della squalifica dell'attaccante Usa ha piegato le regole, ma non può essere nascosta sotto il tappeto"
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Xavier JacobelliXavier Jacobelli

Pubblicato il 24.07.2026, 16:58

4 min

"Quando si piega una regola com'è avvenuto nel caso Balogun, si imbocca una china pericolosa che mette a rischio l'intero calcio. Non sarebbe mai dovuto accadere. Sappiamo tutti che la sospensione della squalifica di Balogun è stata influenzata da pressioni esterne e non ha seguito il corretto iter. Abbiamo bisogno che Infantino dica chiaramente che è stato un errore. Se si inizia ad adattare il proprio comportamento alle richieste dei leader politici e degli Stati, allora cambiano sia il comportamento della Fifa sia il limite di ciò che i governi ritengono di poter fare. Cercare di nascondere tutto sotto il tappeto non funzionerà". Il siluro contro Infantino è stato sganciato da Lise Klaveness, 45 anni, ex calciatrice con 73 presenze in Nazionale, avvocata, membro del comitato esecutivo Uefa, presidente della Norges Fotballforbund che il 6 agosto si riunirà per presentare un esposto al comitato etico della Fifa. Scopo: indagare sull'interferenza di Trump nella sospensione della squalifica di Balogun. Intervistata dal Time, Klaveness non le ha mandate a dire a Infantino, con la stessa determinazione già mostrata a Doha nel 2022, contestando il mondiale in Qatar per la violazione dei diritti umani dei lavoratori migranti; le discriminazioni contro la comunità Lgbtq+, scarsità di controlli sulle procedure adottate nell'organizzazione del torneo. Folarin Balogun era stato espulso contro la Bosnia, nella partita precedente l'incontro degli Usa con il Belgio, valido per gli ottavi di finale.

Il tackle di Trump

A norma di regolamento, era stato squalificato, ma Trump entrò in tackle scivolato su Infantino, chiedendogli di revocare la squalifica, cosa che la Disciplinare Fifa fece, nonostante lo stesso Infantino si affannasse a dichiarane "l'autonomia e l'indipendenza decisionale". Un vero e proprio obbrobrio giuridico che scatenà una protesta planetaria: poi ci pensarono Deketelaere e i Diavoli Rossi a fare giustizia sul campo, ma lo scandalo non poteva passare in fanteria. Così, Klaveness non ha usato mezzi termini per denunciare l'accaduto: "Quando vengono prese decisioni controverse, soprattutto dopo avere subito la pressione di una voce esterna molto potente, è fondamentale siano più persone a decidere. Se ciò non accade, è un errore. Troppi allenatori, giocatori e tifosi hanno avuto la sensazione che questa vicenda fosse troppo vicina al cuore del gioco". Giova ricordare che, nei casi più gravi, il Comitato Etico della Fifa ha anche il potere di sospendere il presidente della FIFA in carica. In quanto  organo giudiziario indipendente, il Comitato Etico ha la giurisdizione per investigare e sanzionare qualsiasi funzionario della federazione — incluso il presidente — qualora vengano riscontrate violazioni del Codice Etico della Fifa. Il precedente più celebre risale all'ottobre 2015, quando il Comitato Etico sospese l'allora presidente in carica Sepp Blatter (con il presidente dell'Uefa,  Michel Platini) inizialmente per 90 giorni, trasformando poi la sanzione in una squalifica pluriennale dalle attività calcistiche. Il Comitato Etico può comminare  una sospensione provvisoria o cautelare durante lo svolgimento di un'inchiesta, prima ancora che venga emesso un verdetto definitivo, se sussiste il rischio di interferenze con l'inchiesta in corso.

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