Clamoroso: la Uefa pronta a boicottare il Mondiale se Infantino vende i diritti!

Lo scoop del FT: la Fifa vuole far comprare a società Usa la gestione della coppa del mondo (e lui restare commissario e gestirla anche quando non sarà più presidente). Furia Europa
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Pubblicato il 28.07.2026, 22:53 (Aggiornato il 28.07.2026, 23:09)

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Mondiale a 64 squadre: il progetto di espansione continua

La possibile apertura ai capitali privati rappresenta soltanto uno dei capitoli della strategia di crescita perseguita dalla Fifa. Infantino ha già rilanciato il Mondiale per Club, trasformandolo in una competizione molto più ricca e ambiziosa, e starebbe valutando sia un ampliamento del torneo sia una cadenza più frequente rispetto all'attuale formula quadriennale. Parallelamente resta sul tavolo anche l'ipotesi di aumentare ulteriormente il numero delle nazionali partecipanti alla Coppa del Mondo, passando dalle attuali 48 fino a 64 squadre. Progetti che continuano a suscitare la forte opposizione delle principali leghe europee, convinte che il calendario internazionale sia ormai arrivato al limite della sostenibilità.

Lo scontro Fifa-Uefa rischia di cambiare gli equilibri del calcio mondiale

La possibile vendita di una quota della nuova società che gestirà il business della Coppa del Mondo segna probabilmente uno dei passaggi più delicati della presidenza Infantino. Da una parte c'è la volontà della Fifa di trasformarsi sempre più in una potenza economica globale, capace di attrarre investimenti privati e valorizzare il proprio asset più prezioso: il Mondiale. Dall'altra emerge la crescente preoccupazione della Uefa e di una parte del calcio europeo, che teme una progressiva concentrazione del potere economico e decisionale nelle mani di una governance sempre più autonoma rispetto alle federazioni. Se alle indiscrezioni pubblicate dal Financial Times dovessero aggiungersi conferme sulle tensioni con la Uefa e sulle ipotesi di boicottaggio, il calcio mondiale potrebbe trovarsi davanti a uno dei più importanti scontri istituzionali degli ultimi decenni.