“Il calcio tedesco ha bisogno di una visione chiara per costruire il futuro. E il coraggio di implementare certe idee”. Le parole sono di Thomas Müller, uno che con la maglia della Germania è diventato campione del mondo. E che ha trascorso l’ultimo mese da apprezzato opinionista per Magenta TV al seguito della Mannschaft al Mondiale. Ha visto il fallimento da vicino, ma soprattutto lo ha visto al fianco di… Jürgen Klopp. Che, come l’ex Bayern che oggi è giocatore di Vancouver in Mls, ha messo in pausa il suo lavoro dietro la scrivania della Red Bull per lanciarsi nella nuova avventura televisiva. Esperienza iniziata con quella che sembrava una mezza gaffe: “Le decisioni sulla squadra le deve prendere Nagelsmann… Per ora”, aveva detto prima del calcio d’inizio della sfida contro Curaçao. Frase che non è passata inosservata, men che meno a un volpone come Müller: “Jürgen, è giugno! Non siamo già a settembre” gli aveva risposto prontamente. Conscio del suo errore, l’ex allenatore di Liverpool dopo l’eliminazione per mano del Paraguay aveva tenuto un profilo basso: “Io ct? Non è il momento di parlarne”. Ma neanche una settimana dopo, è stata la stessa federazione tedesca ad affermare che “Jürgen Klopp ha già segnalato la sua volontà di assumere l’incarico” e che “si cercherà ora un colloquio”.
L'addio di Nagelsmann
Cosa che francamente sembra quasi più una formalità che altro, visto che in Germania si parla con insistenza della presenza di una clausola nel suo contratto con Red Bull che lo libererebbe in caso di chiamata della nazionale. Una chiamata espressa pubblicamente, senza bisogno di nascondere ciò che sembrava ovvio a tutti. A Müller in primis. E forse anche a Nagelsmann, che giovedì ha chiesto di essere sollevato dall’incarico, rassegnando di fatto delle dimissioni che si dice siano state “indotte” dalla stessa Dfb principalmente per due motivi: permettergli di uscire di scena con un’assunzione di responsabilità e raggiungere più facilmente un accordo per risolvere il contratto e non gravare sulle casse federali. Nella comunicazione ufficiale si parla infatti di “risoluzione consensuale” con il tecnico che “aveva già chiesto mercoledì di essere sollevato dall’incarico”. La Dfb ha ringraziato Nagelsmann attraverso le parole del suo presidente Bernd Neuendorf, sottolineando “la dedizione e la straordinaria ambizione” e come l’ormai ex sia “una persona estremamente sincera e responsabile, molto apprezzata”.
Anche Völler in dubbio
Ah, terzo motivo: non è diventato il secondo allenatore della Mannschaft ad essere esonerato. L’unico resta Hansi Flick, il suo predecessore, sollevato dall’incarico lo scorso settembre. “Il mio obiettivo è sempre stato il successo della squadra e credo che quindi il gruppo meriti la possibilità di un nuovo inizio” ha detto l’ormai ex ct, mentre il direttore sportivo Rudi Völler sostiene che l’ex allenatore di Bayern, Lipsia e Hoffenheim “ha messo la Mannschaft al di sopra della propria persona”. Del parere discordante è il grande Lothar Matthäus: il centrocampista, stella anche in maglia Inter, alla Bild ha detto che “forse è arrivato troppo presto in quella posizione, magari tra 10-15 anni con più esperienza potrà essere adatto al ruolo”. Opinione diffusa nel pubblico tedesco, visto il crollo dei consensi verso il 38enne bavarese. Il suo cambio con Klopp è il primo tassello di una serie di cambiamenti in federazione: a fine stagione scadrà il contratto dell’amministratore sport Andreas Rettig e non sarà rinnovato. Anche il futuro di Rudi Völler è in dubbio.
