© Getty ImagesDoveva essere il Mondiale del rilancio, si è trasformato nella resa dei conti. Ronald Koeman lascia la panchina dell'Olanda dopo l'eliminazione ai sedicesimi di finale contro il Marocco, maturata ai calci di rigore ma preceduta da una prestazione che ha alimentato dubbi e polemiche. A pesare non è stato soltanto il risultato, ma anche la gestione tecnica del torneo. Il commissario tecnico è finito nel mirino per alcune scelte considerate incomprensibili, a partire dal sistema di gioco, giudicato poco adatto alle caratteristiche della rosa, fino alla gestione del gruppo. Tra gli episodi più discussi c'è la panchina di Malen, rimasto seduto per tutti i 120 minuti della sfida decisiva nonostante fosse uno degli attaccanti più in forma a disposizione. Un epilogo amaro per una nazionale che, sulla carta, aveva qualità sufficienti per puntare molto più in alto.
Koeman annuncia l'addio: "Nessuno è più deluso di me"
A ufficializzare la separazione è stato lo stesso Ronald Koeman con un messaggio pubblicato sui social in collaborazione con la federazione olandese: "Stanotte ho preso la decisone di concludere il mio periodo come ct dell'Olanda. Sognavamo un Mondiale in cui avremmo potuto fare la storia, ma non ci siamo riusciti e nessuno è più deluso di me. Ho sempre sentito una forte responsabilità come commissario tecnico, e continuerà a sentirla". Parole che certificano la fine di un percorso chiuso nel peggiore dei modi. L'eliminazione contro il Marocco ha rappresentato il punto di non ritorno dopo un torneo nel quale l'Olanda non è mai riuscita a esprimere tutto il proprio potenziale, tra prestazioni altalenanti e scelte tecniche finite sotto la lente d'ingrandimento.

Il pensiero alla moglie e il saluto alla squadra
Nel suo messaggio d'addio, Koeman ha voluto dedicare un passaggio alla moglie Bartina, impegnata nella lotta contro il cancro, spiegando come l'esperienza personale abbia cambiato le sue priorità: "Gli ultimi anni mi hanno fatto comprendere che ci sono cose più importanti del calcio. La salute non ha prezzo. Mia moglie Bartina, nonostante il suo percorso di malattia, mi ha sostenuto ogni giorno e mi ha incoraggiato a completare il mio lavoro da commissario tecnico. Questo dimostra una forza incredibile. Le sarò più grato di quanto riesca a esprimere a parole".
Infine il saluto ai calciatori, allo staff e ai tifosi che lo hanno accompagnato durante la sua esperienza sulla panchina orange: "Voglio ringraziare tutti i calciatori con cui ho avuto il privilegio di lavorare. Il vostro impegno, il vostro carattere e la vostra fiducia mi hanno motivato ogni giorno. Grazie anche al mio staff, alla KNVB, a tutti i collaboratori e ai club in cui ho lavorato. Ma soprattutto grazie ai tifosi. Per il vostro sostegno anche nei momenti difficili. È stato un grande onore".