Napoli, giovani doc

Il club campano non punta soltanto sugli assi ma anche su nuovi talenti pronti a sbocciare
Napoli, giovani doc© LaPresse

TORINO - Il Napoli, questo Napoli, è sì la qualità dei propri giocatori, molti diabolici come Mertens, semplicemente letali nell’area di rigore avversaria. Ma è anche per certi versi soprattutto il gioco di Sarri. Con le sue geometrie semplici ma al tempo stesso irresistibili quando vengono disegnate a una velocità notevole. Possibile soltanto grazie agli allenamenti maniacali condotti in settimana dal tecnico partenopeo, riconosciuto ormai in tutta Italia, come uno degli allenatori più preparati e incisivi del nostro campionato. Non è un caso se su di lui, per esempio, abbiano cominciato a interessarsi anche club esteri come un paio della Premier League. Anche perché il materiale a disposizione di Sarri dal punto di vista del peso specifico è sì alto ma non di primissima fascia. Forse il solo Higuain, peraltro passato alla Juventus, rappresentava un vero top player fatto e finito. Ed è per questa ragione che si può e si deve parlare di Napoli targato Sarri. In questa stagione, come ritiene giustamente Massimo Mauro, la squadra deve puntare a vincere il campionato anche se il doppio impegno serie A e Champions League richiederà una gestione pressochè perfetta delle risorse e delle energie a disposizione. Sarà importante la crescita dei giovani di talento acquistati appena avevano fatto intravedere la pregevolezza della loro stoffa. Due esempi su tutti: Diawara acquistato dal Bologna e Zielinski dall’Udinese. Entrambi dopo la prima stagione servita soprattutto per metabolizzare la filosofia e la tattica del gioco sarriano, sono attesi da un’annata in cui avranno sicuramente più minuti a disposizione per mettersi in mostra. Il primo può offrire a metà campo una grande mano sia in fase di interdizione che offensiva, vede le verticalizzazioni con rapidità e possiede strappi palla al piede superiori alla norma. Il secondo, invece, ha fantasia da vendere e sa galleggiare tra la linea della metà campo e quella del reparto offensivo. Poi, come se non bastasse, vede la porta come un bomber vero e grazie al suo tiro potente e preciso può far male anche dalla distanza.

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