© ANSAOcchio di chi sa di calcio e pragmatismo da dirigente. Lorenzo Minotti porta questo bagaglio in dote nel suo ruolo di commentatore per Sky. E sono questi gli strumenti che ha usato domenica per osservare il Crotone, il suo gioco e i suoi vizi di gioventù, nella sfida persa con il Cagliari. Ma questa è anche la squadra che la scorsa stagione confezionò la bella storia di una salvezza entusiasmante. Allora sorge spontaneo chiedersi se i nostri eroi ce la faranno di nuovo a fare l’impresa.
Crotone, passione di famiglia: dai Dilettanti alla Serie A
Lorenzo Minotti che Crotone ha visto a Cagliari?
«Direi una squadra ancora in evoluzione. Si tratta di una compagine che ha cambiato molto, che ha alle spalle un mercato importante per la quantità, ma che ha bisogno di tempo per trovare un’identità precisa, l’amalgama tra i giocatori reduci dalla scorsa stagione e i tanti nuovi. Basta un dato per tutti. Domenica in campo, della squadra di un anno fa, c’erano solo quattro giocatori. Però è una squadra che ha dalla sua l’esperienza fatta».
E cosa deve fare la squadra rossoblù per crescere?
«Forse manca ancora un po’ di qualità. Crescere in questo aspetto è la grande scommessa che attende il Crotone e Davide Nicola. Ma non bisogna pensare ad un limite della squadra. E’ fisiologico che sia così e la società rossoblù fa bene a seguire questa filosofia: prendere giovani di belle speranze e farli crescere è la strada che deve percorrere il Crotone per riuscire a essere sempre più competitivo».
Quali sono le armi che hanno reso possibile la salvezza la scorsa stagione?
«Direi che ha contato la serietà della società, la competenza dell’allenatore, l’entusiasmo dell’ambiente. Sono stati bravissimi ad avere pazienza. Hanno creduto nel lavoro di Nicola e i risultati sono arrivati».
Un uomo chiave è stato proprio Davide Nicola per quel Crotone.
«Sì, ha fatto un gran lavoro. Doveva convincere il gruppo della sua forza e del fatto che ci poteva stare in Serie A. In fondo era una prima volta per tutti e non era facile centrare il risultato. Quest’anno Nicola dovrà lavorare ancora di più su fiducia, convinzioni e motivazioni. Il tasso tecnico c’è grazie a giocatori come Tumminello, Mandragora, Budimir. Ancora una volta il ds Beppe Ursino ha fatto un lavoro intelligente e ponderato. E allora credici Crotone!».