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Scontri Inter-Napoli, interrogato Piovella: «Io penso alle coreografie» 
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Scontri Inter-Napoli, interrogato Piovella: «Io penso alle coreografie» 

L'ultrà nerazzurro arrestato ha parlato della morte dell'amico Daniele Belardinelli e ammesso di aver partecipato alla guerriglia, escludendo però di avere un ruolo di vertice nella curva

mercoledì 2 gennaio 2019

MILANO - Ha parlato della morte di Daniele Belardinelli come di quella di un «fratello maggiore amico fraternissimo», il capo ultrà della curva dell'Inter Marco Piovella, interrogato per quasi 3 ore dal gip Guido Salvini dopo l'arresto di due giorni fa per gli scontri del 26 dicembre prima di Inter-Napoli. In sostanza, Piovella ha ribadito di aver visto l'amico che veniva travolto da una vettura, dopo che era già finito a terra, avvalorando anche l'ipotesi che Belardinelli possa essere stato investito anche da una prima auto. Sulla falsariga di ciò che aveva detto nei giorni scorsi in Questura, il capo ultras nerazzurro ha ammesso la partecipazione al blitz contro i tifosi napoletani ma non ha voluto rispondere a domande specifiche sulle sue condotte e sul suo presunto ruolo di organizzatore. «Io mi occupo di coreografie nel direttivo della curva», si sarebbe limitato a dire raccontando poi di aver visto una persona che veniva investita subito all'inizio degli scontri ma di non aver capito che si trattava del suo amico Belardinelli e di aver visto che era lui solo alla fine della guerriglia durata poco meno di 10 minuti e di averlo sollevato e caricato su un'auto, dopo che 'Dede' gli aveva anche detto «sto bene».

Lo stesso 'Dede' con cui ha detto sconvolto di aver passato il 25 dicembre, giorno prima della tragedia: «Se non avessimo passato il Natale assieme, forse lui non sarebbe nemmeno venuto l'indomani per la partita». Sulla dinamica della morte, poi, Piovella ha ribadito che Belardinelli sarebbe stato schiacciato lentamente «da un'auto scura» che gli è passata sopra «a bassissima velocità» con «le due ruote della parte destra del mezzo». L'auto, stando alla sua versione, gli sarebbe passata sopra mentre lui era già a terra, perché era già caduto. Da qui l'ipotesi investigativa che l'ultrà del Varese possa essere stato colpito anche da una prima auto, ma su questo punto Piovella non ha saputo fornire elementi. Ammettendo la partecipazione alla guerriglia, come aveva già fatto, Piovella, però, come chiarito dal legale Mirko Perlino, ha escluso di avere un ruolo di vertice nella curva interista, spiegando di essere il «responsabile delle coreografie» nel «direttivo» della curva e di partecipare agli «incontri del direttivo nel 'baretto non distante dallo stadio.

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