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Juventus-Udinese 4-1: super Kean, ora l'Atletico
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Juventus-Udinese 4-1: super Kean, ora l'Atletico

I bianconeri vincono con una doppietta del giovane attaccante e con le reti di Emre Can (su rigore) e Matuidi. Inutile il gol di Lasagna

 Guido Vaciago venerdì 8 marzo 2019

TORINO - Più che bella, è fresca la Juventus, profumata dal talento selvaggio di Moise Kean, atleticamente tonica, tatticamente concentrata. A cinque giorni dalla partita che deve segnare la resurrezione del sogno europeo, la squadra di Allegri vince, si diverte, diverte e si riscopre frizzante e ottimista. Merito di chi ha giocato poco o niente nel corso della stagione come il match winner Kean, ma anche Spinazzola e Caceres, ma anche di giocatori che sono parsi se non tirati a lucido quanto meno spolverati rispetto al recente passato, vedi Alex Sandro (con spunti da primo anno di Juventus) o Bentancurt, tornato all’agonismo lucido di inizio stagione. Il tutto condito da un Bernardeschi, coordinatore della fase offensiva.

LA LAUREA DI KEAN - L’Udinese ci ha messo del suo, interpretando la partita senza la necessaria determinazione e con un Opoku orripilante in fase difensiva, ma probabilmente le velleità friulane vengono spente dall’inizio allegramente perentorio della Juventus dei giovani e delle riserve. Manovra fluida e veloce, aggressione alta. E proprio questa consente ad Alex Sandro di rubare un pallone sulla fascia, accelerare in modo deciso, mettere in mezzo un cross velenoso sul quale si butta da centravanti vero Kean anticipando il marcatore e infilando il gol dell’1-0 all’11’. Il gol non spegne l’ardore bianconero: la squadra continua a fare le bollicine, mentre Kean, sfrontato, prende coraggio e prova al 39’ un numero sulla fascia sinistra, con dribbling e tiro di punta in stile futsal che inganna Musso (anche per una leggera deviazione di Wilmot). Sembra una favola, in realtà è un progetto firmato da Fabio Paratici e Massimiliano Allegri che contro ogni abitudine, hanno scelto per Kean un percorso diverso. Niente prestiti, ma una stagione all’Università della Continassa a laurearsi con i migliori e più severi professori. Quella di ieri non era una partita, ma la tesi di Kean.

JUVE FEROCE - La ripresa potrebbe vedere la Juventus allentare la tensione, ma un po’ per Kean che, da ragazzo quale è, ha voglia di esagerare e un po’ perché in campo c’è chi vuole guadagnarsi la convocazione per martedì, si rivede una squadra tonica e concentrata. Così arriva il terzo gol che vede ancora Kean protagonista: fuga sulla sinistra, dribbling su Opoku che lo falcia in modo demenziale, considerato che il bianconero si stava allargando, ma forse l’incubo del diciannovenne ha spinto il difensore al fallo. Tutti si aspettano Kean sul dischetto, ma va sicuro Emre Can e firma il terzo al 67’. La Juventus insiste, non molla la presa, sembra davvero la prova generale per martedì e così arriva il quarto: cross dalla destra di Bentancur a centro area su cui si avventa a rimorchio Matuidi, che indisturbato batte Musso con un preciso colpo di testa. Solo a quel punto, quando mancano dieci minuti alla fine, la Juventus stacca la spina e Lasagna, con un contropiede ben orchestrato, macchia la partita perfetta della squadra di Allegri. Ma essere critici questa sera è davvero complicato.

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