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Genoa-Torino 0-1: decide un gol di Ansaldi 
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Genoa-Torino 0-1: decide un gol di Ansaldi 

L’Europa League resta un obiettivo dei granata, ma rimane anche il sogno Champions

 Alessandro Baretti sabato 20 aprile 2019

A Marassi finisce con il Toro che ringrazia se stesso e il Chievo che batte la Lazio e proietta i granata a un temporaneo sesto posto, e con il Genoa che lecca ferite in parte suturate dal ko interno dell’Empoli con la Spal. I ferrarresi salgono a 38 punti, ma soprattutto nell’ottica di Prandelli i toscani si mantengono a un relativamente rassicurante -5 in classifica (29 a 34 con cinque giornate ancora da disputare).

Gradinata Nord vuota nel settore centrale in avvio di Genoa-Toro: la contestazione dei tifosi nei confronti della presidenza Preziosi è pacifica, ma ferma. Questa la cornice entro cui si disegna una partita che alla vigilia legittima l’insorgere di ansie, dalle due parti. Quelli di Prandelli giocano per salvarsi, quelli di Mazzarri per non perdere l’Europa. Quale che sia. Squadra di casa senza Biraschi e Pandev: Lapadula va in appoggio a Sanabria, Radovanovic è il play basso in tandem con Veloso. Toro privo di De Silvestri - dopo il consulto medico e la conseguente decisione di escludere il terzino reduce dall’operazione al setto nasale - Djidji che va verso l’intervento al menisco, Iago Falque riatteso tra il Milan o il derby e Zaza squalificato. Le novità rispetto ai titolari della prova contro il Cagliari sono Ola Aina in fascia e Belotti al centro dell’attacco.

Prima mezzora di nulla o quasi, poi a ravvivare la partita è il Genoa: al 22’ la posizione di Zukanovic sul calcio da fermo di Sturaro è ottima, non la coordinazione del difensore e il pallone impattato di testa va a lato (al 33’ lo stesso centrocampista rossoblù va ko in un contrasto con Meité: al suo posto entra Rolon). Tocca poi a Sirigu, dare l’ennesima conferma di una stagione di grazia: cross di Criscito, testa di Lerager e il portiere sardo respinge con un balzo. Sempre e solo Genoa: al 38’ Lapadula riceve ancora da Criscito, ma gira a lato.

Come spesso è accaduto nel corso della stagione dopo una prima frazione di torpore generale il Toro si desta in avvio di ripresa: la sveglia è suonata da Baselli che su punizione mette appena fuori, quindi è una azione corale a ispirare il vantaggio di Ansaldi (13’): Ola Aina lavora un pallone che transita da Belotti a Baselli (ammonito verso fine partita, salterà per squalifica il Milan) a Berenguer per poi arrivare all’argentino che scarica un destro poderoso alle spalle di Radu. Terza rete in questo campionato per l’ex del Genoa che nel 2015-’16 con i liguri giocò 24 partite senza mai segnare. Al 32’ Belotti è egoista, quando replicando il mancato passaggio di Parigini a Zaza col Parma, questa volta riceve da Ansaldi e ignora l’esterno offensivo liberissimo a centro area.

In definitiva Genoa e Toro si dividono le poche occasioni da gol tra una prima frazione rossoblù e una seconda granata: la differenza nell’incisività di Ansaldi, e nei riflessi azzurri di Sirigu su Lerager e, a 3’ dalla fine, su colpo di testa di Kouamé. Al 92’ c’è ancora tempo per la redenzione di Belotti, che scatta verso la porta e questa volta serve

Parigini: il piatto destro dell’esterno esalta l’elasticità di Radu lasciando l’amaro in bocca al giovane granata. Vince il Toro che sale a quota 53 in attesa di Inter-Roma e dell’Atalanta che lunedì sarà a Napoli. Già certificato è invece l’inatteso scivolone della Lazio, che cede in casa contro il retrocesso Chievo e ora insegue i granata a 52. Questo mentre all’orizzonte c’è il Milan: i rossoneri saranno domenica al Grande Torino con tre punti in più in classifica. L’Europa League resta un obiettivo, la Champions un sogno nuovamente cullabile.

TABELLINO E STATISTICHE

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