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Serie A, Milan-Bologna 2-1: Gattuso resta agganciato al treno Champions
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Serie A, Milan-Bologna 2-1: Gattuso resta agganciato al treno Champions

Il ritiro punitivo ha dato i suoi frutti: i rossoneri non brillano ma portano a casa tre punti preziosi. Agganciata la Roma al quinto posto, l'Atalanta torna a +3

lunedì 6 maggio 2019

Missione compiuta. Anche se con una vittoria sofferta a San Siro, Gattuso resta aggrappato al treno Champions. Agganciata la Roma al quinto posto in classifica, l'Atalanta quarta torna a +3. La telenovela Bakayoko non è chiusa, anzi: a San Siro è andata in scena una nuova puntata con l'insubordinazione in panchina, che costerà cara al centrocampista. Gattuso non perdona, vedremo cosa succederà, ma intanto si gode i tre punti che allentano un po' la pressione sulle sue spalle. Il ritiro punitivo ha dato i frutti sperati: non è stato un Milan bello, ma quello che contava erano i tre punti e sono arrivati. Alla fine è tornato anche l'entusiasmo a San Siro, con i tifosi che hanno ricominciato a cantare e incitare la squadra.

TORNA PIATEK - Gattuso sceglie Biglia a centrocampo e spedisce Bakayoko in panchina. In attacco ritrova Piatek e gli affianca Suso e Calhanoglu. La partita inizia a ritmi bassi, con il Bologna che si difende compatto nella sua metà campo e il Milan che fa un possesso palla sterile, senza troppa grinta. Il contrario di quello che aveva chiesto Gattuso. A svegliare San Siro dal torpore ci prova Calhanoglu al 10' con un tiro dalla distanza che impegna Skorupski. Al 13' altra chance per i rossoneri: Musacchio di testa spreca a porta vuota dopo un'uscita a vuoto di Skorupski. Sul ribaltamento di fronte Orsolini spara addosso a Donnarumma.

LITE GATTUSO-BAKAYOKO - La partita si trascina stancamente fino al 23', quando Biglia resta a terra per un colpo alla schiena. Gattuso chiede a Bakayoko di scaldarsi e il francese si alza senza troppa convinzione. Quando l'allenatore gli chiede di entrare il centrocampista dice che non è pronto. Ne nasce un battibecco pesante con Bakayoko che sembra dire "Fuck off man", e Gattuso che risponde dicendo "Ne parliamo dopo". In campo entra José Mauri.



SUSO E BORINI - La tensione è alle stelle, ma al 37' arriva a sorpresa il gol di Suso che riporta un po' di serenità a San Siro. Anche i tifosi tornano a cantare. L'attaccante spagnolo non segnava da 12 giornate in campionato, l'ultimo gol era arrivato a gennaio contro il Genoa. Il primo tempo si chiude con un brivido per un rinvio sbagliato di Donnarumma sulla pressione di Palacio, ma Sansone non riesce ad approfittarne. La reazione del Bologna si vede solo al 54', con un destro di Pulgar che Donnarumma riesce a deviare con la punta delle dita. È solo un fuoco di paglia. Il Milan trova il raddoppio al 67' con Borini in tap-in dopo una respinta non perfetta di Skorupski su Paquetà.

MILAN DISRATTO E NERVOSO - Trovato il secondo gol, cosa che non succedeva dal derby di marzo, il Milan si addormenta. Al 72' Destro, lasciato tutto solo in area, si gira e batte Donnarumma. Due minuti dopo Paquetà ammonito per reazione su Pulgar, mette le mani addosso all'arbitro e si prende il cartellino rosso. Il Bologna spinge ma non riesce ad approfittare al meglio della superiorità numerica. Al 91' ci prova Edera da fuori, ma Donnarumma c'è. Al 96' Sansone litiga con Kessie e si prende il secondo giallo, ristabilendo la parità numerica. Al triplice fischio i rossoblù accerchiano Di Bello, che tira fuori un altro cartellino rosso, stavolta per Dijks

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