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Inter-Juve, l’analisi tattica: così Sarri ha vinto il derby d'Italia

Il tecnico ha scelto Dybala per sparigliare: la Joya e Cristiano Ronaldo non hanno dato punti di riferimento ai centrali. Bernardeschi trequartista “marcatore” per schermare Brozovic. I nerazzurri hanno puntato su ripartenze e sfruttamento delle fasce, ma i bianconeri hanno concesso pochi cambi di campo puliti

di Sergio Baldini lunedì 7 ottobre 2019

TORINO - Tre centrali? Nessun centravanti. Per sfidare la difesa meno battuta del campionato, imperniata su tre giocatori fisicamente dominanti e come Godin, De Vrji e Skriniar, Sarri sceglie di giocare senza un punto di riferimento centrale, preferendo Dybala a Higuain. Gli attaccanti della Juve inizialmente sono così la Joya e Ronaldo, due seconde punte, che amano allargarsi (CR7 a sinistra e l’argentino a destra) e andare incontro ai centrocampisti a giocare la palla. Lo svariare continuo dei due bianconeri ha concesso ai centrocampisti di avere sempre un uomo in più con cui dialogare, eludendo spesso la grande aggressività dei giocatori dell’Inter e chiamando fuori i difensori interisti, per i quali peraltro difendere in avanti è la strategia di base. Situazione che ha permesso alla squadra di Sarri di essere pericolosa sulle verticalizzazioni da dietro. Il gol di Dybala racchiude tutto: Ronaldo fraseggia a centrocampo attirando in avanti Godin e De Vrij, mentre sul successivo lancio di Pjanic la Joya tagliato tutto il campo, costringendo Skriniar, centrale di sinistra, a seguirlo sul settore opposto in una situazione in cui lo slovacco si trova sicuramente meno a proprio agio.

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