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Quell'omaggio totale negato da un calcio indegno di Anastasi

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Quell'omaggio totale negato da un calcio indegno di Anastasi
© /Agenzia Aldo Liverani S.a.s.
 Xavier Jacobelli lunedì 20 gennaio 2020

Non ci interessa sapere se la colpa del mancato tributo di tutta la Serie A a Pietro Anastasi sia addebitabile alla Lega di A che organizza il campionato o alla Federcalcio che il Campione d’Europa, spentosi la sera del 17 gennaio, ricorderà a Wembley soltanto fra due mesi e sette giorni, il 27 marzo, in occasione di Inghilterra-Italia. E non ci interessa nemmeno sapere se la colpa sia di Lega e Federcalcio messe insieme o di qualche ottuso burocrate scarsamente reperibile nel weekend, in morte di uno dei più grandi attaccanti del nostro calcio e di fronte al mancato minuto di silenzio su tutti i campi, ad eccezione di Torino e di Lecce, dov’è stato lodevolmente ricordato anche Giovanni Custodero, il portiere del Fasano calcio a cinque, scomparso dopo avere lottato per quattro anni contro un sarcoma osseo.

Ci interessa dire che questo calcio senza cuore e senza memoria è indegno di Pietro Anastasi e di tutto ciò che Pietro Anastasi ha incarnato: i suoi valori, i suoi meriti sportivi, il suo essere campione e galantuomo, il coraggio e la dignità con la quale, sino all’ultimo, ha affrontato il tumore e la Sla, chiedendo la sedazione assistita per morire serenamente. Non esiste nessuna motivazione, nessun alibi, nessuna scusa per giustificare una figuraccia del genere che chiama in causa il Sistema Calcio. Un sistema incapace persino di rendere l’estremo omaggio a uno dei suoi Simboli, eppure sempre così pronto e prono ai diritti tv, ai giochi di potere, alle manovre di palazzo, a stangare i tifosi con ignobili prezzi dei biglietti, ignobili orari d’inizio delle partite, ignobili insulti ai suoi tesserati, tollerati o minimizzati. La risposta migliore a un atto così negletto e così sciatto, l’hanno data in queste ore Varese e la folla che ha sfilato davanti al feretro di Anastasi, composto nella sala comunale di Palazzo Estense e che oggi pomeriggio partecipa ai funerali nella basilica di San Vittore. Funerali che si annunciano di popolo per un vero campione del popolo e, per questo, tanto amato e tanto rimpianto.

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