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Simoni si nasce

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Simoni si nasce
© Massimiliano Vitez/Ag. Aldo Live
di Xavier Jacobelli sabato 23 maggio 2020

L’onda del cordoglio ha cominciato a salire subito dopo che, ieri pomeriggio, si era diffusa la notizia della sua scomparsa. E non accenna a scemare il tributo che il calcio riserva al signore di Crevalcore, allenatore e gentiluomo, dopo essere stato giocatore di rango vero. «Simoni si nasce, tre vite per il calcio», così si chiama la sua biografia, scritta da Luca Carmignani, Luca Tronchetti e Rudi Ghedini con le note di Claudio Baglioni, grande amico di Gigi e la prefazione di Alberto Cerruti, fuoriclasse della stampa sportiva. Simoni si nasce: mai titolo è stato più azzeccato per raccontare un maestro di calcio e di vita. Ha allenato venti squadre ed è stato un mago delle promozioni, avendone centrate ben dieci.

Dovunque, egli si è guadagnato stima, ammirazione, rispetto, volando alto sopra le barriere del tifo. Ha guidato campioni immensi, come Ronaldo e Roberto Baggio. Ha sfiorato lo scudetto con l’Inter e per l’Inter si è fatto espellere, a Torino, in quel burrascoso 26 aprile ’98, quando la decisione di Ceccarini mandò su tutte le furie lui, l’Uomo Tranquillo della porta accanto. La ferita gli è rimasta addosso, anche se con l’Inter ha vinto la Coppa Uefa, ma dall’Inter è stato esonerato il giorno della Panchina d’Oro. Eppure, Simoni non ha mai serbato rancore, tant’è vero che nel corso del tempo il rapporto con Moratti è diventato di amicizia forte e l’ovazione di San Siro, quando vi rimise piede con il Piacenza, ha procurato a Simoni una delle emozioni più forti della sua vita. Ha superato con enorme dignità la tragedia immane della perdita di un figlio. Normal One per antonomasia, se n’è andato nel decennale del Triplete firmato dallo Special One. Ma nella storia del nostro calcio, Gigi c’era già.

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