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Casarin su Nicchi: "Arbitrava a modo suo, è molto autoritario"

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L'ex arbitro: "Non capisco i quattro mandati, è una cosa che succede solo in Italia"

Casarin su Nicchi:
© Ansa
sabato 23 maggio 2020

ROMA - L'ex arbitro e designatore Paolo Casarin è intervenuto in diretta ai microfoni di Radio Punto Nuovo: "L'analisi degli arbitri tra la B e la A va fatta in maniera più accurata, è stato un disastro aver separato C.A.N A e C.A.N B. Un po' come se una squadra non avesse sostituzioni. Si dà sicurezza ad un incapace e si tolgono speranze a chi è dietro e vorrebbe salire". "Il voto ad Orsato? Ho smesso di arbitrare qualche anno fa, questi tecnicismi sono molto diversi da quelli usati da noi. La valutazione non veniva fatta con i centesimi, l'uomo va giudicato per quello che fa, come lo fa ed in che condizioni era quando l'ha fatto - ha spiegato -". "Avendo a che fare con dei professionisti gli arbitri hanno un contratto e prima di procedere ad una eliminazione non basta un foglio firmato da persone che bisognerebbe valutare in maniera profonda e meno burocratica: deve essere il pubblico e non ci devono essere arrangiamenti all'ultimo minuto per far quadrare i conti. Non è così facile sbattere fuori qualcuno, sia tra gli arbitri che nelle grandi società: la gestione di uomini che fanno gli arbitri in questa maniera, abbandonando il più delle volte le loro attività. A 40 anni una volta che uno finisce ha davanti a sé 20 anni di lavoro, e a quel punto è difficile trovarne uno sportivo, la gran parte deve ricominciare da capo".

"Arbitri come nel rugby? Non sono contrario, è giusto assistere al dialogo tra l'arbitro e tutte le persone a corredo che decidono. Ma il calcio è diverso e anche in Inghilterra c'è un periodo di parziale oscurantismo: non si vogliono divulgare i dialoghi e questa è una trasparenza molto complicata da ottenere". Sul suo ritiro Casarin ha spiegato: "Davo fastidio a tutti (ride, ndr). Scrissi un articolo sul fuorigioco e fui proposto per la radiazione. Bisogna essere precisi ed informare bene, per quanto riguarda gli arbitri". Sull'attuale presidente dell'Aia Marcello Nicchi: "E' stato con me 7 anni nel periodo in cui ero il designatore. Lui arbitrava a modo suo, ma non so l'evoluzione perchè non più avuto contatti con lui. Ma da ciò che so dall'esterno mi pare una persona abbastanza autoritaria". Poi la chiosa sui quattro mandati: "Non ne capisco la motivazione, non succede da nessuna parte al mondo" ha concluso Casarin.

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