Juve campione d'Italia: è il nono scudetto di fila! Trionfano Sarri e Ronaldo

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I bianconeri battono la Samp 2-0 grazie a un gol di CR7 al 52' del primo tempo e alla rete di Bernardeschi al 67'. Poi all'89' l'attaccante portoghese sbaglia un rigore colpendo la traversa. Titolo conquistato con due giornate di anticipo

Juve campione d'Italia: è il nono scudetto di fila! Trionfano Sarri e Ronaldo
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di Antonino Milone domenica 26 luglio 2020

TORINO - La Sampdoria già salva non aveva chissà quali ambizioni di fermare la capolista. Di sicuro non si è scansata, ma la voglia di scudetto della Juventus ha fatto la differenza. Senza incantare, nel solco di una stagione in cui i picchi di gioco esaltante non sono stati così numerosi, ma grazie alla classe dei singoli i bianconeri si prendono il nono tricolore consecutivo, il numero 36 per l'albo d'oro, il 38 per il mondo juventino tutto. E' probabile che neppure la prova di ieri abbia convinto i critici né tranquillizzi la tifoseria in prospettiva Champions. Ma questo è un momento in cui, prima di rifiatare, bisogna solo raccogliere punti. La Juve l'ha fatto e quello del mancato scudetto continua ad essere un problema per i concorrenti. Ronaldo e Bernardeschi sigillano il 2-0 ed è festa Juve: più contenuta del solito per tanti motivi, in uno Stadium vuoto, ma da godere ugualmente.

LAMPO CR7 - Il primo tempo non è un granché né a livello di ritmo né tantomeno di occasioni da gol. Dybala, al solito, gira al largo dell'area di rigore a caccia di spazi e provando ad attirare avversari a sé, mentre Ronaldo cerca la giocata che possa riavvicinarlo al mostruoso Immobile, triplettista a Verona. C'è poca Juve sul campo, a parte un colpo di testa di CR7 che come all'andata sale sull'ascensore e su cross di Matuidi stuzzica Audero. Ma il gioco era già fermo per un fallo, non così chiaro, del portoghese. La Samp risponde armando un paio di ripartenze: Ramirez e Quagliarella (ottimo il lavoro di Jankto che in un caso gli serve l'assist) a Szczesny fanno il solletico. Cristiano non manca di sottolineare la propria insoddisfazione perché riceve pochi palloni. In 40 minuti, intanto, Sarri ha già speso due cambi. Bernardeschi prende il posto di Danilo, vittima di uno scontro con Ramirez: testa contro testa in area bianconera e il brasiliano è costretto a uscire, il sampdoriano rimane in campo ma bardato di una vistosa fasciatura. Così il disegno tattico iniziale, con l'ex Porto terzino e Cuadrado alto (nonché ideale ala del 4-4-2 in fase difensiva) va a farsi benedire. Secondo colpo di scena al 40': Dybala ha un problema all'adduttore sinistro, esce per precauzione e Sarri innesta subito Higuain. La Juve non trova spazi in area altrui, né li cerca con insistenza, così può solo saggiare il tiro dalla distanza: Cuadrado e Ronaldo sono imprecisi, poi Bernardeschi conclude una delle poche combinazioni riuscite (bravo Pjanic in pressione) e con il mancino impegna Audero con un tiro invero centrale. Rabiot dimostra ancora una volta di poter essere meritevole di un posto in questa Juve. Al 51' di un primo tempo infinito, ecco la svolta: Pjanic su punizione la tocca per Cristiano che vede il pallone addosso e con il destro fulmina Audero. Per CR7 sono 31 gol in campionato, 35 stagionali.

VIA ALLA FESTA - La Samp rientra in campo meglio della Juve. Ramirez su punizione e Tonelli su azione da corner fanno venire i brividi ai bianconeri, poi i campioni d'Italia riprendono campo e Ronaldo cerca il bis: Audero dice di no, ma nel secondo caso la respinta difettosa dell'ex bianconero diventa un assist per l'accorrente Bernardeschi: 2-0 ed esultanza rabbiosa del carrarino. Ma in difesa la Juventus la balla e Szczesny conferma l'ottimo momento distendendosi su una capocciata di Quagliarella. Ranieri prova a dare una scossa inserendo Gabbiadini per Jankto, ma Thorsby lo tradisce: doppia ammonizione e doccia anticipata. Sarri dà fiato a Pjanic e De Ligt (che dopo un intervento su Gabbiadini si tocca la coscia ed esce), dentro Bentancur e Rugani. Higuain, servito da Ronaldo, fa in tempo a sbagliare un gol fatto. De Paoli nel finale stende Alex Sandro: per Cristiano il rigore sembra uno scherzo, non lo è. La traversa vibra e la faccia di Cristiano è tutta un programma. Poi Yoshida nega il 3-0 a Bonucci salvando sulla linea. Ultimi secondi prima del gong: è scudetto. «I campioni dell'Italia siamo noi», urlano i giocatori sul prato dello Stadium. E' un ritornello che non stufa mai.

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