Vaia: "Tampone ogni 7 giorni può salvare il calcio". Zampa: "Figc lo proponga"

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La sottosegretaria alla Salute: "Stadi riaperti a settembre? Se le cose restano così e la gente resta attenta, sì". Calcagno: "Orari partite? Giusto compromesso tra salute e spettacolo"

Vaia:
© ANSA
martedì 28 luglio 2020

TORINO - In diretta a Radio Punto Nuovo, Sandra Zampa (sottosegretaria alla Salute) ha risposto a tante domande: “Il Ministro Spadafora ha parlato ampiamente della riapertura degli stadi, ma a settembre. Dobbiamo prendere l’abitudine di guardare giorno per giorno come vanno le cose, in molti Paesi c’è un ritorno, tant’è vero che sono stati presi provvedimenti: ciò ci deve far stare all'erta. Detto questo, pensiamo che se tutto resta com’è, le persone si impegneranno a rispettare le regole date, cioè massima igiene, distanza e mascherina, possiamo immaginare una riapertura. Bisogna però accompagnare questo con un piccolo dubbio: a Settembre riapriamo le scuole e c’è da capire che impatto avrà sulla popolazione. La notizia di riapertura a Settembre credo possa essere rispettata, tanto più ci impegniamo, e non tutto ciò che vedo mi porta a pensarlo, come feste senza mascherine - tanto prima abbiamo riaperture. L’estate è la stagione più favorevole alla riduzione del virus, ma rischiamo di gettare via ogni passo fatto finora. Invito tutti a fare ulteriore attenzione, i numeri ci dicono che i giovani contagiati aumentano, ciò è dato da comportamenti superficiali e scorretti. C’è bisogno di qualche proposta concreta da mandare al CTS, se da parte di Gravina o da Vaia arriva qualche proposta di modifica che può essere discussa, sicuramente se ne può parlare. Tamponi ogni 7 giorni? La FIGC formuli questa proposta, siamo pronti a discuterne".

Vaia spera: "Con tamponi settimanali possiamo salvare il calcio"

Anche Francesco Vaia, direttore sanitario dell'Istituto Spallanzani e membro della commissione medica della FIGC, ha detto la sua a Radio Punto Nuovo: “I buoni risultati giunti fino a oggi sono frutto di tante azioni positive sommate. Ci sono però altre responsabilità sociali, ossia  di coloro che occupano cariche importanti e di ciò che essi comunicano; è necessario che tutta la politica eviti le eccessive differenziazioni che in momenti come questi non servono, perché c’è bisogno di essere più coesione. Sono stato il primo a mandare un messaggio d’attenzione ai giovani, ma dobbiamo dargli più spazi di socialità. Per me si possono riaprire gli stadi, ma le società dovranno farsi carico di un peso non ordinario. Gli steward o chi per essi dovranno essere attenti ai percorsi d’entrata e d’uscita. È un tunnel dal quale usciremo, senza tornare indietro, ma c’è bisogno di remare tutti nella stessa direzione".

"Osimhen non toglierà il posto a Mertens"

Vaia commenta poi la prossima sfida tra Barcellona e Napoli di Champions, ora che la città catalana ha fatto registrare un aumento dei contagi: "Consideriamo i cittadini napoletani che vanno a Barcellona, devono essere screennati ed avere tutta la certezza che tutto il gruppo di italiani che si recano lì devono essere negativi. E devo avere la certezza che chi ospita è negativo. Ci vuole una proposta di buon senso per quanto riguarda i tamponi, passare da ogni 4 a ogni 7 giorni è una proposta che può essere sottoposta al presidente Gravina e poi al CTS". Vai si sofferma anche su Arek Milik e Victor Osimhen, rispettivamente passato e futuro dell'attacco azzurro: "Viste le ultime prestazioni del nostro ormai ex centravanti, credo che Osimhen sia un acquisto indovinato. Non solo dal punto di vista di prospettiva e plusvalenza, ma come si può adattare al gioco del Napoli. Non credo toglierà il posto a Mertens, era già destinato ad essere il vice Insigne, il vice Milik e poi ci ha messo tanto impegno, tanta voglia e passione. Voglio vederli giocare entrambi".

Calcagno: "I protocolli vanno sempre aggiornati"

"L’auspicio di tutti noi è che i protocolli siano aggiornati passo dopo passo. Dobbiamo lavorare perché possano essere migliorati; l’ultima parola è sempre della comunità scientifica. I calciatori hanno mostrato la loro professionalità e si sono sempre stati disponibili ai controlli senza problemi. Per i professionisti è un problema di organizzazione e di costi. Per i Dilettanti, se i protocolli saranno come quelli attuali, sarà difficile ripartire. Gravina quando parlava dei tamponi da effettuare per i club credo si riferisse soprattutto ai costi. Sugli orari delle partite si è dibattuto molto ma si è trovato un compromesso giusto sia per la salute che per lo spettacolo. È stato fatto uno sforzo da parte di tutti. Giocare poco di pomeriggio ha aiutato tutti".

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