Boggi attacca: "Aia, non ti vergogni a tenere Giacomelli e non Manganelli?"

L'ex fischietto: "Non voglio più guardare il calcio italiano: l'associazione degli arbitri è un'anomali, non mi fido della loro classe dirigente. Confronto con la stampa post partita? Sono favorevole"

© www.imagephotoagency.it

ROMA - Robert Boggi, in passato direttore di gara con esperienza internazionale, ha analizzato a Radio Punto Nuovo la pessima prestazione dell'arbitro Piero Giacomelli in Milan-Roma: "Sono serviti dieci anni per riunire CAN A e CAN B, ce ne vorranno altrettanti per fare una scelta meritocratica. Il Presidente della sezione di Trieste è uno dei più grossi elettori di Nicchi. L'Aia non si vergogna a mandare a casa Manganelli che è stato internazionale fino a dicembre ed a tenersi Giacomelli? Ci mettono 10 anni a risolvere un problema: nel protocollo è così, l'arbitro ha preso una decisione. Sono convinto che l'AIA sia un'anomalia nel mondo del calcio, non mi fido di questa classe dirigente. Chi manda via Manganelli per tenersi Giacomelli non deve andare avanti".

Moviola Milan-Roma, ecco i due rigori che Giacomelli non ha visto al Var
Guarda la gallery
Moviola Milan-Roma, ecco i due rigori che Giacomelli non ha visto al Var

Boggi prosegue poi la sua filippica contro la classe arbitrale italiana: "In giro per l'Europa non si vedono cose che si vedono nel nostro paese. L'errore è stato commesso da Nasca al Var, a meno che Giacomelli non abbia detto 'Ho visto io'. Nel rugby si sentono le comunicazioni, è uno sport intelligente. Se sei uno stupido, a rugby non giochi: al calcio, se sei stupido puoi giocare". Boggi parla anche della possibilità che gli arbitri parlino con la stampa a fine partita: "Certo, lo fece il grande Concetto Lo Bello. Ma l'Aia e i club lo vogliono? Forse no: ma non c'è nulla di male nel parlare degli errori".

Commenti