Benevento-Juve 1-1: Morata gol ed espulsione finale, Pirlo pareggia ancora

I bianconeri in vantaggio con lo spagnolo, poi la squadra di Inzaghi la riprende con Letizia

Benevento-Juve 1-1: Morata gol ed espulsione finale, Pirlo pareggia ancora© www.imagephotoagency.it

Bene, ma non benissimo. Come si suol dire. Anzi, più contestuale: Bene… vento, ma non benissimo. Per la Juve, che incappa in un deludente pareggio: quinto in campionato. E non è la prima volta che succede in una partita che in teoria era da considerare più che abbordabile (ripensare al Crotone) o in cui comunque ci si poteva aspettare di meglio (Verona in casa). Morale della favola, la classifica dei campioni d’Italia resta striminzita assai: appena 17 punti e un quinto posto/Euro-zona che rischiano di sfumare da qui alla conclusione della nona giornata di campionato. E va bene che non c’era Ronaldo, però… Però è rimasto a casa, il portoghese, non è andato a giocare con il Benevento. Benevento comunque da applausi: bravo Inzaghi, bravi i suoi uomini che hanno concesso poco e osato tanto.

Morata non basta alla Juve, pareggio a Benevento
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Morata non basta alla Juve, pareggio a Benevento

Vantaggio bianconero e pareggio meritato

Bianconeri in campo con il classico copione cangiante. Davanti a Szczesny, difesa a 4 con Cuadrado, Danilo, De Ligt, Frabotta; a centrocampo Chiesa, Arthur, Rabiot, Ramsey alle spalle di Dybala e Morata. Il 4-4-2 difensivo, però, in fase di possesso palla slitta verso un 3-4-2-1 (Dybala e Ramsey in trequarti) teso a favorire gli inserimenti degli esterni, la ricerca della profondità, la ricerca dell’ampiezza. Il Benevento replica più coperto (ma non rinunciatario), e puntando sulla densità e compattezza soprattutto in mediana: Hetemaj, Schiattarella, Ionita ma anche Improta e Caprara si muovono e pressano, in attesa dell’opportunità per una ripartenza rapida. I campani non sono rinunciatari e intimiditi, insomma: e anzi mettono un po’ di ansia al 7’ (disimpegno frettoloso di Cuadrado su Szczesny) e al decimo, chiudendo all’angolo (nel senso di calcio, d’angolo: due consecutivi) la Juventus. Sono comunque i bianconeri, come previsioni e lignaggio, a gestire e rendersi pericolosi. Chiesa è bravo ad aggredire gli spazi, Ramsey a intermittenza cerca di fare lo stesso dalla parte opposta. Prima occasione pericolosa al 13’, con Montipò che in tuffo anticipa Chiesa. Ancora l’ex viola protagonista al 21’, anche se in versione suggeritore: da destra, serve sul versante opposto Morata il quale controlla bene e disorienta Ionita sino a individuare lo spazio per il diagonale vincente. Uno a zero. La Juventus continua a puntare su possesso e giro palla, ma va dato atto ai padroni di casa di non scomporsi e non demordere. C’è un botta e risposta di cadute in area sulle quali l’arbitro lascia correre (giù Lapadula e giù Dybala nel giro di una decina di minuti). C’è la paratona, in tuffo, di Szczesny su Schiattarella al 48’ e c’è, ad una manciata di secondi dal termine, il gol del tutto sommato meritato pareggio del Benevento: Letizia al volo approfitta di una disimpegno a dir poco sbagliato di Arthur.

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Assedio Juve e rigori invocati, ma nessun gol vittoria

Gli equilibri non si spostano più di tanto nel secondo tempo. La Juventus ha in Morata l’elemento più propositivo (pericoloso di testa al 5’ su assist di Frabotta e ancora al 16’), ma non riesce ad incidere. E pure i cambi che effettua Pirlo a partire dal quarto d’ora non sembrano portare agli effetti sperarti. Cioè a quel po’ di brillantezza e imprevedibilità in più che sarebbe lecito aspettarsi: Kulusevski e Bentancur per Ramsey e Arthur, poi Bernardeschi per Chiesa. Quasi quasi sono proprio le sostituzioni i momenti più degni di nota della seconda parte del match. Quantomeno fino gli ultimi minuti: all’86’ grande intervento su Dybala di Montipò, che si allunga fino a deviare con la punta della mano. Idem come sopra il tentativo - su sviluppi di calcio d’angolo - di Kulusevski: non va. A questo punto è un assedio vero e proprio: tra mischie in area, cartellini gialli (e rossi: a Morata dopo il triplice fischio), rigori invocati.

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