Crociato e prevenzione in HD

SALUTE & SPORT Videoanalisi di 134 infortuni in Serie A e B: l’88 per cento delle lesioni al crociato anteriore non è causato da un contatto diretto al ginocchio, quindi è potenzialmente prevenibie. Il dottor Tencone ci aiuta a capire come e perché

Crociato e prevenzione in HD

Inizia un viaggio settimanale nel mondo dello sport osservato da  un punto di vista medico. Il dottor Fabrizio Tencone - uno dei più esperti traumatologi dello sport - è direttore di Isokinetic Torino ed è stato medico della Juventus dal 1995 al 2002 (oltre 400 “presenze”, tra cui la finale di Champions vinta nel 1996), poi coordinatore dell’intero settore medico bianconero dal 2010 al 2016. Ci aiuterà settimanalmente - assieme ad altri esperti - a capire le dinamiche mediche dello sport professionistico fornendoci anche le chiavi di lettura più “basiche”, tradotte in consigli pratici per tutti gli sportivi.

«Nel calcio gli infortuni al legamento crociato anteriore (Lca) rappresentano un problema molto serio sia per gli uomini che per le donne, e negli ultimi anni questi infortuni stanno aumentando (dati Uefa). Il grande obiettivo di noi medici dello sport è certamente quello di curare al meglio tali infortuni, ma ancora di più di prevederli e prevenirli. Il primo passo per prevenire un infortunio consiste nel capire come l’infortunio avviene, e la tecnologia ci sta sempre più aiutando. 

Un recentissimo studio scientifico del gruppo medico italiano Isokinetic ha analizzato le immagini televisive di ben 134 infortuni al legamento crociato anteriore avvenuti nelle ultime 10 stagioni sportive in Serie A e Serie B ed ha dimostrato che l’88% degli infortuni al LCA nel calciatore, quasi 9 su 10, avviene senza un contatto diretto al ginocchio, quindi è potenzialmente prevenibile. 

Negli infortuni da contatto indiretto (non sul ginocchio) è stato notato un ruolo decisivo delle perturbazioni meccaniche: spinte, contrasti di gioco indirizzati soprattutto al tronco del giocatore che ne hanno portato all’infortunio. Negli infortuni da non contatto è stato rilevato un ruolo decisivo delle perturbazioni “neurocognitive”, ovvero una “distrazione cognitiva” determinata ad esempio da una finta dell’avversario, con conseguente assunzione di una posizione a rischio da parte del giocatore poi infortunato. A proposito delle situazioni di gioco nelle quali avviene l’infortunio al LCA, lo studio ha dimostrato che 2 infortuni su 3 avvengono durante la fase di gioco difensiva, soprattutto all’interno della propria area e lungo le zone laterali del campo: in queste zone del campo dove sono più frequenti i duelli e le decelerazioni improvvise. Le quattro principali situazioni a rischio sono: 1) pressing con contrasto, 2) contrasto ricevuto, 3) recupero dell’equilibrio dopo il calcio e 4) atterraggio dopo un salto.   Sembra che la fatica accumulata nel corso della partita non determini un maggiore rischio di infortunio: il 67% degli infortuni avviene nel primo tempo, il 25% nei primi 15 minuti di gioco. Questo suggerisce che la scarsa “prontezza neuromuscolare” nelle intense fasi iniziali della partita possa incidere più della fatica accumulata nel corso della partita sul rischio di infortunio al LCA. 

La pioggia non sembra un fattore di rischio: il 95% degli infortuni avviene in assenza di pioggia. Durante la stagione calcistica si assiste a due picchi di incidenza degli infortuni al legamento crociato anteriore: settembre-ottobre e marzo-aprile. Questa distribuzione potrebbe essere collegata alla presenza di superfici di gioco dure e secche e a minori precipitazioni atmosferiche. Dal punto di vista della prevenzione è fondamentale sapere che il più frequente meccanismo di infortunio è la posizione del ginocchio valgo dinamico, cioè del ginocchio che ruota e “cede” verso l’interno. Esistono strategie di esercizio ed allenamento utili per ridurre in modo significativo il rischio di infortunio con questo meccanismo. 

Ora che possiamo prevedere gli infortuni al legamento crociato anteriore nel calcio sarà necessario, nelle prossime settimane, cercare di prevenirli attraverso la correzione e il miglioramento dei movimenti non corretti».

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