Rocchi, Garcia e il violino: "Col Var in quel Juventus-Roma non serviva"

L'attuale designatore arbitrale fu arbitro di quella sfida: "Oggi parleremmo di un'altra storia". Poi le parole sulla condivisione delle comunicazioni audio

"Se avessi avuto la tecnologia disponibile oggi probabilmente non ci sarebbe stato nemmeno il violino di Garcia, perchè avrei avuto molta più facilità a risolvere alcuni problemi. E' una di quelle partite in cui rimpiango di non aver avuto la tecnologia, altrimenti oggi parleremmo di un'altra storia". Il designatore degli arbitri di Serie A, Gianluca Rocchi, al microfono di Radio anch'io sport (Rai Radio 1) ha ricordato con una battuta il gesto polemico dell'allenatore francese, all'epoca sulla panchina giallorossa, durante uno Juventus-Roma del 2014 da lui arbitrato. Rudi Garcia ritrova il campionato italiano come tecnico del Napoli "ed io gli do il bentornato, perché si tratta di un grande allenatore e mi farà piacere ritrovarlo" ha concluso Rocchi.

Quel Juve-Roma nel 2014 finì 3-2, con tre rigori fischiati: due per la Juventus - braccio di Maicon alzato su punizione di Pirlo e fallo di Pjanic su Pogba, entrambi gli episodi per centimetri tra dentro e fuori area di rigore - e uno per la Roma, per un abbraccio tra Totti e Lichtsteiner. Il numero 10 giallorosso al termine della partita rilasciò la celebre dichiarazione "La Juve dovrebbe fare un campionato a parte". Quella partita la decise Bonucci con un gran gol al volo, ci furono polemiche anche sulla posizione di Vidal vicino al portiere avversario: la linea di visione dell'estremo difensore era coperta in parte ma non dal cileno bensì dai compagni di squadra. E il Var sarebbe stato utile sicuramente anche su un episodio da rigore e rosso diretto sullo 0-0, con Holebas ad abbattere da dietro Marchisio a tu per tu con Skorupski. Era l'11' del primo tempo.

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Audio VAR e arbitri: "Diffonderemo qualsiasi caso"

In merito alla diffusione dialoghi arbitri-Var, "non abbiamo alcun segreto, diffonderemo qualsiasi caso. Vogliamo avere comunicazioni pulite e ascoltabili. Purtroppo delle volte la comunicazione tra Var e arbitro ha fregato i ragazzi in campo. Ma ci abbiamo lavorato".

Quanto alle conferenze stampa nel post-partita, "l'obiettivo è farne con più frequenza. Il presidente Aia Pacifici è d'accordo con me: quando abbiamo modo di spiegare un episodio, abbiamo sicuramente risolto tutti i problemi. Sulle interviste post-partita non trovo corretto farlo fare agli arbitri, non perché non ne siano in grado, ma l'adrenalina è ancora alta, non c'è neanche grande voglia di ascoltare il motivo per cui un arbitro ha commesso o meno un errore. L'unica risposta che si vorrebbe sentire è 'sì, ho sbagliato". Ma avremo risolto poco, a noi non interessa se ha sbagliato o meno, quello ci si arriva subito, ma perché. La soluzione - ha sottolineato - può essere quella di avere uno spazio nostro ogni 15 giorni o una volta al mese per spiegare gli episodi. Gli assistenti devono invece tornare ad essere due arbitri aggiunti. La tecnologia ha invaso la loro area di competenza. Se vogliono avere un futuro vero, devono ritornare ad avere un ruolo tecnico".

Non esiste un problema Mourinho

"Non esiste un problema Mourinho, né personale né di categoria. Ma mi riferisco a tutti gli allenatori: chiederemo in futuro più comportamenti corretti in panchina, e quest'anno le cose sono migliorate. La mia prima stagione fu un dramma da questo punto di vista. Anche perché comportamenti non corretti comportano gli stessi comportamenti in campo: il nervosismo sale e chi in campo vede le panchine agitarsi non ha lo stesso atteggiamento di prima. Dobbiamo combattere questo malcostume, che non è solo italiano. La strada da seguire è la severità".

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Serie A, Champions, tempo effettivo e fuorigioco

"C'è stata una linea di arbitraggio più europea, con un miglioramento nella fluidità nel gioco. Non è stato un percorso semplice, ma i risultati sono molto positivi. Ma non dobbiamo dimenticare che il campionato italiano non è la Champions League: dobbiamo adattarci al nostro campionato, cercando di prendere spunto dalle competizioni europee che sono riferimento per tutti. Sono contento di come hanno lavorato tutti gli arbitri, soprattutto nelle condizioni in cui hanno lavorato, abbiamo avuto anche problemi interni non indifferenti, sono riusciti ad estraniarsi da tutto. Si può migliorare nella continuità di rendimento, ogni tanto abbiamo avuto anche noi qualche scivolone, soprattutto i più giovani devono meritarsi la grande fiducia nostra e dei club", ha spiegato.

"L'organico - ha aggiunto Rocchi - è da ridurre in maniera drastica, dobbiamo tornare a 40-42 arbitri, ora ne abbiamo dieci oltre il numero massimo. Quest'anno scenderemo di tre: è un lavoro faticoso, per me il più difficile, è da non dormirci la notte, non è facile togliere il sogno della Serie A. Ma servono meno arbitri e più presenze sul treno del gioco". Sul tema del tempo effettivo: "Non lo dettiamo noi arbitri, ma i calciatori. Faccio un esempio: l'arbitro Massa ha arbitrato Spezia-Fiorentina con 45 minuti di tempo effettivo, cioè praticamente niente, e Juve-Lazio con 61 minuti. Il tempo efebo lo hanno dettato le squadre coinvolte. Siamo partiti da 51 minuti, ora siamo a 54. Ho cercato di lavorare sulle perdite di tempo, limare gli on field review. Non si può aspettare due minuti per battere un calcio di punizione. Su questo possiamo fare fino a un certo punto, ma poi la fluidità del gioco dipende dai giocatori". Infine una battuta sul fuorigioco semi-automatico: "Il termine semi-automatico fa capire come serva sempre la parte umana.Stiamo lavorando sulla velocità, ma la priorità è l'accuratezza della decisione, sul tempo saremo ci abitueremo ad essere più veloci", ha concluso Rocchi.

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"Se avessi avuto la tecnologia disponibile oggi probabilmente non ci sarebbe stato nemmeno il violino di Garcia, perchè avrei avuto molta più facilità a risolvere alcuni problemi. E' una di quelle partite in cui rimpiango di non aver avuto la tecnologia, altrimenti oggi parleremmo di un'altra storia". Il designatore degli arbitri di Serie A, Gianluca Rocchi, al microfono di Radio anch'io sport (Rai Radio 1) ha ricordato con una battuta il gesto polemico dell'allenatore francese, all'epoca sulla panchina giallorossa, durante uno Juventus-Roma del 2014 da lui arbitrato. Rudi Garcia ritrova il campionato italiano come tecnico del Napoli "ed io gli do il bentornato, perché si tratta di un grande allenatore e mi farà piacere ritrovarlo" ha concluso Rocchi.

Quel Juve-Roma nel 2014 finì 3-2, con tre rigori fischiati: due per la Juventus - braccio di Maicon alzato su punizione di Pirlo e fallo di Pjanic su Pogba, entrambi gli episodi per centimetri tra dentro e fuori area di rigore - e uno per la Roma, per un abbraccio tra Totti e Lichtsteiner. Il numero 10 giallorosso al termine della partita rilasciò la celebre dichiarazione "La Juve dovrebbe fare un campionato a parte". Quella partita la decise Bonucci con un gran gol al volo, ci furono polemiche anche sulla posizione di Vidal vicino al portiere avversario: la linea di visione dell'estremo difensore era coperta in parte ma non dal cileno bensì dai compagni di squadra. E il Var sarebbe stato utile sicuramente anche su un episodio da rigore e rosso diretto sullo 0-0, con Holebas ad abbattere da dietro Marchisio a tu per tu con Skorupski. Era l'11' del primo tempo.

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