Atalanta-Juventus 1-1: Kalulu illude, Retegui punisce un Motta cervellotico

Formazione senza attaccanti dall'inizio alla fine, partita sbloccata con una fiammata dalla difesa per poi franare sfiancata sugli assalti nerazzurri. E dietro il Milan risale
Atalanta-Juventus 1-1: Kalulu illude, Retegui punisce un Motta cervellotico© ANSA

Motta fa tredici. Pareggi. Questa Juve non sa vincere, ma d'altronde se non è un'ossessione per il tecnico bianconero e se in società non c'è nessuno in grado di spiegare cosa voglia dire, ai tifosi juventini tocca ricordarlo ascoltando in tv ex avvelenati dal sentire un messaggio del genere. O magari guardare qualche conferenza di Conte, nostalgicamente, che ricorda che chi è in certi posti deve pedalare, e pedalare forte. Intanto Antonio se ne va a giocarsi lo Scudetto con Inzaghi, l'Atalanta e la Lazio restano davanti a questa Juventus e dietro stanno arrivando Fiorentina, Bologna ma soprattutto Milan, a insidiare quel quinto posto a cui si aggrappano disperatamente le speranze che possa significare un posto in Champions anche questa stagione. Arriva l'attaccante Kolo Muani, ma la domanda è: giocherà da attaccante?

Gasp in emergenza, Motta in delirio guardiolesco

Gasp in emergenza difesa, Djimsiti gioca nonostante i punti di sutura. Davanti Retegui recuperato solo per la panchina, niente 9 di ruolo e Lookman-De Ketelaere titolari. Ma almeno sono attaccanti, Motta guarda dalla tribuna la sua Juve visionaria: McKennie e Koopmeiners prima e seconda punta, a riempire lo spazio del centravanti che non c'è, una roba che neanche Guardiola in delirio di onnipotenza. Nico ritorna a lato dopo aver fatto benissimo da vice Vlahovic nel derby, Yildiz dall'altra parte, e vabbeh . Dietro torna Cambiaso.

 

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Koopmeiners davanti è un disastro

Il 4-6-0 scelto da Thiago ovviamente funziona in fase di negazione, togliendo spazi alla costruzione bergamasca, ma altrettanto ovviamente fa mancare ogni tipo di riferimento ai centrocampisti bianconeri quando vogliono costruire qualcosa di vagamente pericoloso. Grande confusione, Koopmeiners è il simbolo: beccato duramente dal suo ex stadio, l'olandese è un disastro lì davanti, buono solo a fare pressing ma per il resto sbaglia tutto, facendo rimpiangere anche il goffo Vlahovic degli ultimi tempi. Una sola fiammata, liberandosi della marcatura del connazionale De Roon per sbagliare completamente il diagonale tutto solo in area, e poi un crescendo di movimenti a chiamare palla facendosi anticipare, di scatti in profondità quando gli si chiede un appoggio e un'improponibilità in verticale quando viene lanciato nello spazio, venendo recuperato senza difficoltà. Su una di queste palle perse Di Gregorio si deve superare per negare il vantaggio a Lookman, dall'altra parte Carnesecchi viene impegnato da McKennie alla mezz'ora alla fine di un'azione confusa.

Nico sbotta con Hugeux e la Juve torna normale

Nico Gonzalez ala sinistra si sbraccia, nervoso, con Hugeux: sto correndo a vuoto, gli dice, ottenendo dal vice Motta almeno di invertirsi con Yildiz. Una vita a fare l'ala destra o al massimo il falso centravanti, ad Allegri si imputava tanto di schierare giocatori fuori ruolo...Tant'è, dopo pochi minuti l'azione più pericolosa la creano proprio Yildiz nel suo ruolo, tiro respinto, e Nico attaccante centrale, sinistro da fermo che sibila al lato di Carnesecchi. E la Juve chiude in crescendo, Yildiz scatenato: tiro cross pericolosissimo che viene deviato in corner e acrobazia sull'angolo seguente, con palla a lato.

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Gatti si accende, Kalulu si esalta: golazo da calcetto

La Juve torna dentro padrona del campo: Gatti prova ad accendere il match con due uscite palla al piede calafioresche, la prima è un assist a Yildiz che arma il sinistro senza fortuna, la seconda è una personale chiusa solo alla disperata da Djimsiti. È un gesto di personalità totale, che in campo rassicura e esalta, e da questa convinzione che arriva il vantaggio bianconero: Locatelli lancia in maniera geniale McKennie, stop pazzesco in corsa e palla portata per favorire l'inserimento a mille all'ora di Kalulu, tocco di punta finale da calcettaro ad anticipare Carnesecchi. 

Reazione Atalanta, McKennie cento ruoli, Motta cambia e...

Serve il miglior Di Gregorio, oltre a un Gatti superlativo, per chiudere le fiammate furiose dei nerazzurri che si susseguono senza sosta grazie alle invenzioni della freschezza di Samardzic. Gasperini manda dentro anche Retegui schiacciando i bianconeri, difesa a cinque con McKennie a moltiplicarsi in campo (e a sfiancarsi) tra terzino, centrocampo e mezzapunta ma sono tutti i bianconeri provatissimi quando mancano ancora più di venti minuti, anche perché chiamati a muoversi in posizioni completamente inedite, capita di trovare Locatelli sulla trequarti. Kolasinac, graziato finora da Doveri (una gomitata a McKennie nel primo tempo neanche sanzionata), spende un giallo spingendo platealmente Nico, il direttore di gara poi si sente in dovere di dare subito un'ammonizione alla Juve per pareggiare i conti, Thuram che esce per Douglas Luiz si ritrova ammonito per una perdita di tempo inesistente.  

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...Retegui punisce. Mbangula per...Nico, Locatelli punta

L'uscita di Thuram, che neanche sembrava tra i più stanchi, manda in confusione la Juventus: il francese era il difensore in più in area, venuto meno lui viene meno il rinforzo difensivo e alla prima palla dentro l'Atalanta insacca: sponda debole ma precisa di Bellanova in mezzo su cross di De Roon, Retegui brucia Savona e di testa supera Gatti e Di Gregorio in serie al 78'. Tutto da rifare, per l'ennesima volta, Motta inserisce Mbangula ma tira fuori Nico, finisce che Locatelli fa l'attaccante e di testa impegna Carnesecchi mentre Zaniolo, appena entrato, trova Di Gregorio sul suo tiro a botta sicura. Ci sarebbe Weah, se si vuole provare a vincerla, ma è Locatelli-Fagioli a chiudere i cambi juventini e Yildiz a far svanire le speranze di una vittoria, buttando a lato il diagonale dopo un gran contropiede e con Mbangula tutto solo al centro dell'area: 1-1, altro pari, l'ennesimo, questa Juve così non sa vincere.

 

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Motta fa tredici. Pareggi. Questa Juve non sa vincere, ma d'altronde se non è un'ossessione per il tecnico bianconero e se in società non c'è nessuno in grado di spiegare cosa voglia dire, ai tifosi juventini tocca ricordarlo ascoltando in tv ex avvelenati dal sentire un messaggio del genere. O magari guardare qualche conferenza di Conte, nostalgicamente, che ricorda che chi è in certi posti deve pedalare, e pedalare forte. Intanto Antonio se ne va a giocarsi lo Scudetto con Inzaghi, l'Atalanta e la Lazio restano davanti a questa Juventus e dietro stanno arrivando Fiorentina, Bologna ma soprattutto Milan, a insidiare quel quinto posto a cui si aggrappano disperatamente le speranze che possa significare un posto in Champions anche questa stagione. Arriva l'attaccante Kolo Muani, ma la domanda è: giocherà da attaccante?

Gasp in emergenza, Motta in delirio guardiolesco

Gasp in emergenza difesa, Djimsiti gioca nonostante i punti di sutura. Davanti Retegui recuperato solo per la panchina, niente 9 di ruolo e Lookman-De Ketelaere titolari. Ma almeno sono attaccanti, Motta guarda dalla tribuna la sua Juve visionaria: McKennie e Koopmeiners prima e seconda punta, a riempire lo spazio del centravanti che non c'è, una roba che neanche Guardiola in delirio di onnipotenza. Nico ritorna a lato dopo aver fatto benissimo da vice Vlahovic nel derby, Yildiz dall'altra parte, e vabbeh . Dietro torna Cambiaso.

 

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