Guida, sogni Champions e no a Napoli
Marco Guida ha continuato parlando dei limiti territoriali per poter arbitrare il Napoli in Serie A: "Voglio essere trasparente su questo, nessun retropensiero. Rocchi, il nostro designatore, può scegliere il miglior arbitro per la partita. Io e Fabio (Maresca ndr) possiamo arbitrare tranquillamente a Napoli e può essere che avvenga, ma sia io che lui abbiamo deciso di non arbitrare a Napoli perché il calcio viene vissuto in maniera diversa da altre città come Milano, nonostante avessimo avuto la proposta. Non ci sono limiti territoriali, abbiamo preso questa decisione e dè quella che ritenevamo più opportuna. Vivo in provincia di Napoli, mia moglie ha un'attività e ho tre figli, è soltanto una scelta personale, voglio stare tranquillo".
E ha continuato: "Quando ho commesso degli errori non era così sicuro passeggiare per strada così come andare a fare la spesa. Pensare di sbagliare ad assegnare un calcio di rigore e di non poter uscire due giorni di casa per svolgere le mie attività sportive non mi fa sentire sereno. L’AIA ci ha dato piena libertà di poter arbitrare qualsiasi squadra in qualsiasi momento". Sui sogni Champions:"Quest'anno arbitrare la finale non è possibile perché sono fermo da un po' per infortunio, ma neei prossimi anni potrebbe essere un'idea". A chiudere su Diego, l'arbitro aggredito: "Sì l'ho sentito e mi ha scritto un messaggio: 'Marco, ti assicuro che non permetterò a questi violenti di fermare la mia passione perché io amo arbitrare'. Questa risposta deve dare un grande senso di responsabilità per tutti perché parliamo di un ragazzo di 19 anni e che ha tanta passione per questo sport".
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