MILANO - La sosta è iniziata con una secchiata di ghiaccio in testa per Gian Piero Gasperini. Gli esami strumentali a cui è stato sottoposto Artem Dovbyk dopo l’infortunio che l’aveva messo ko nel primo tempo di Roma-Udinese hanno dato un esito nefasto: lesione del tendine del retto femorale della gamba sinistra. Infortunio che terrà fuori il centravanti per un mese e mezzo e che va a sommarsi a quelli di Paulo Dybala, Evan Ferguson e Leon Bailey (gli ultimi due recuperabili già per Cremona, mentre alla Joya servirà una settimana in più: obiettivo rientrare col Napoli). Siccome quando piove, può sempre grandinare, pure Evan Ndicka ha finito l’ultima gara di campionato nonostante una caviglia distorta. A preoccupare l’allenatore è soprattutto l’emergenza in attacco: servono forze fresche dal mercato ancor più alla luce di una classifica che - come sottolineato pure da Gasperini - autorizza i tifosi a fare grandi sogni. Questi ha già incontrato la società per affrontare il problema e fare una panoramica sui papabili e il nome che stuzzica un po’ tutti è quello di Joshua Zirkzee che è irrimediabilmente chiuso in un Manchester United che non ha impegni nelle coppe europee.
Gasperini e Chivu: la "strana coppa" in vetta
L’attualità - ovvero l’esito degli esami di Dovbyk - ha preso il sopravvento sulla più grande novità espressa dal campionato, ovvero della diarchia in vetta alla classifica tra l’Inter di Cristian Chivu e la Roma di Gasperini: 24 panchine in Serie A uno, 610 l’altro. Nelle 586 panchine che li dividono, tre le hanno vissute fianco a fianco, uno da allenatore e l’altro da calciatore all’epoca dell’Inter nella stagione 2011/12 prima che Massimo Moratti decise di porre termine all’esperienza di Gasperini senza che questi fosse ancora riuscito a vincere la prima partita ufficiale in nerazzurro (agli atti pure il ko casalingo in Champions con i turchi del Trabzonspor). Ricordi che emergono dal paleolitico: decisamente più fresco l’esito dello scontro diretto tra i due all’Olimpico (18 ottobre), vinto dall’Inter grazie alla rete di Bonny. Sfida anticipata dalle parole al miele di Chivu nei confronti del suo vecchio allenatore: "Della Roma mi piace il lavoro in continuità con quello di Ranieri, a cui Gasperini ha aggiunto la marcatura a uomo, trovando subito un equilibrio: lui è un’ispirazione per tutti noi giovani allenatori". Complimenti ricambiati da Gasp: "Ai tempi dell’Inter ho avuto modo di conoscere Cristian solo per poco tempo, ma ho sempre avuto grande stima di lui, sia come giocatore sia come uomo. Anche quando ci siamo affrontati l’anno scorso, col Parma, ha confermato le mie impressioni. Mi piace molto il suo modo di lavorare: non era semplice prendere il posto di Inzaghi, e invece lo sta facendo con personalità e idee chiare. Ha tanti meriti".
Perché non deve sorprendere il primato di Roma e Inter
Già e il fatto che Inter e Roma guidino a braccetto la classifica è soltanto apparentemente sorprendente. Vero è che Chivu è un deb, ma ha raccolto da Simone Inzaghi un’Inter vice-campione d’Europa, che ha perso uno scudetto da favorita e il cui organico è stato rinforzato nel reparto che aveva dato più problemi al suo predecessore: l’attacco. Bonny ed Esposito garantiscono ben altra qualità alle spalle di Lautaro e Thuram e per questo quasi non ci si è accorti che nel filotto chiuso dalla vittoria con la Lazio (11 successi in 12 partite) Tikus è stato più volte spettatore per infortunio. La Roma invece nel 2025 viaggia a ritmi da scudetto, come certificato dalla classifica nell’anno solare (i giallorossi guardano tutti dall’alto in basso con 73 punti davanti a Inter e Napoli) e Gasperini - nonostante le difficoltà legate proprio alla batteria degli attaccanti - è riuscito a dare continuità all’exploit di Claudio Ranieri nella prima parte dell’anno grazie alla solidità dell’impianto di gioco. L’ultima sosta di campionato da qui a marzo segna uno spartiacque: la stagione entrà nella fase decisiva, anche se - ovviamente - non definitiva e quando l’attività di club si fermerà nuovamente per lasciare spazio alle nazionali le carte saranno (quasi) tutte scoperte. Questo implica un vero stress-test per Chivu e Gasperini, uniti anche nella necessità di immergersi in acque mai solcate considerato che tanto Chivu (ovviamente nei panni dell’allenatore), quanto Gasperini mai sono mai stati in lotta per lo scudetto guidando una grande del nostro calcio. Un motivo in più che rende ancor più affascinante il campionato.
