Vlahovic show, Doveri e il Var riscrivono il calcio
Pablo Marì usa subito le maniere forti su Vlahovic, Fagioli primo ammonito per una trattenuta sotto gli occhi di Doveri su una ripartenza di Locatelli. Sempre Doveri deve intervenire per le intemperanze del pubblico di casa, con insulti razzisti a Vlahovic per i quali il direttore di gara minaccia la sospensione della partita in caso di ripetizione. Bei propositi, disattesi subito dopo quando Vlahovic illumina la serata con una giocata alla Benzema, saltando la marcatura di Pablo Marì con un tunnel di tacco all'avversario concluso entrando in area e venendo abbattuto dall'umiliato avversario. "Sei uno zingaro" si sente fino a Torino, Doveri fischia il rigore ma Guida non è d'accordo e al VAR prova la giocata e riesce a ribaltare tutto, togliendo un penalty solare ai bianconeri e lasciando che il Franchi continui impunito a insultare il serbo. Un impatto talmente forte a livello psicologico che condizionerebbe chiunque, forse anche il 9 bianconero che poco dopo la mezz'ora riesce ancora una volta a involarsi verso De Gea, saltandolo in dribbling ma perdendo il tempo di una conclusione a porta vuota che faceva già pregustare al gol.
Traversa Kean, la sblocca l'altro "zingaro" Kostic
Prima di questa clamorosa occasione fallita da Vlahovic, era stata la Juve a tremare, e con lei la traversa di Di Gregorio: cavalcata pazzesca di Kean, in condizione strepitosa, quaranta metri e bordata da fuori respinta solo dal legno. L'ex bianconero carica lo stadio, la Fiorentina ci crede, Mandragora sfiora il gol su punizione prima dell'assolo fallito di Vlahovic, poi è Parisi che al volo manca di un soffio lo specchio della porta di Di Gregorio. Giallo a McKennie, Kean ci prova col sinistro ma non trova la porta, si arriva al recupero extralarge di sei minuti - interruzioni infinite, è il videocalcio bellezza - che vede la Juventus finire in avanti e in vantaggio: partita sporca, la sblocca una gran botta da fuori di Kostic che non lascia scampo a De Gea. Proprio il connazionale di Dusan, più volte bersagliato dagli stessi insulti ricevuti dal compagno di squadra, a "vendicare" quello zingaro sentito per tutta la partita.
