Pagina 3 | Fiorentina-Juve 1-1: il Franchi insulta Vlahovic, l'altro "zingaro" Kostic punisce, Mandragora salva

Oltre il risultato, che lascia la Juventus sempre più lontana dalle zone alte con il secondo pari consecutivo in campionato, il terzo contando anche la Champions, e la Fiorentina desolatamente ultima in fondo alla classifica nonostante il punto preso suoni come una vittoria, principale gioia stagionale finora, c'è lo scandalo degli insulti dei trogloditi di Firenze: come ogni anno, come sempre, nonostante i richiami del presidente della Fifa, nonostante i modi per punire le società ci siano eccome se la "giustizia" sportiva volesse metterli in pratica, al Franchi va in scena lo spettacolo indegno degli insulti a Vlahovic, ormai accettati come fosse dovuto, parte integrante del benvenuto in uno stadio che ha fatto dello "Juve merda" la sua ragione di vita. E si torna a sentir dare dello zingaro come se fosse normale, con la pantomima dell'arbitro che minaccia sanzioni ma non ha il coraggio di imporle e la successiva, annunciata, disarmante pantomima del giudice sportivo che comminerà la multina. E lo spettacolo del degrado e del razzismo può continuare nell'ipocrisia assoluta. E non si dica che sono singoli, che sono isolati, che è solo perché Dusan è un ex: andatelo a dire a Zhegrova, umiliato per tutto il riscaldamento e richiamato da Spalletti quando aveva iniziato a rispondere a quelle parole infami.

Sul campo un pari tutto sommato meritato per la Fiorentina, che ha prima ringraziato Guida per il regalo del rigore tolto a Vlahovic e poi ha saputo reagire al gol subito di Kostic nel finale del primo tempo: bravo Mandragora a trovare lo specchio di un Di Gregorio ancora una volta deludente, brava tutta la squadra di Vanoli a chiudere al ritorno della Juve per blindare un punto d'oro per i viola. Il nuovo tecnico ha rimesso Kean al centro, tornato a brillare, e ha ricompattato un gruppo perso psicologicamente nel disastro di Pioli. Spalletti invece comprensibilmente fatica a trovare alternative, la Juventus gioca con uno schema e automatismi ripetuti quanto ripetitivi, Koop in difesa bene ma tanti errori tecnici dei bianconeri riaccendono i riflettori sul valore assoluto della qualità della rosa bianconera. E ora si va col Bodo in Norvegia a giocarsi praticamente tutto.  

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Vlahovic show, Doveri e il Var riscrivono il calcio

Pablo Marì usa subito le maniere forti su Vlahovic, Fagioli primo ammonito per una trattenuta sotto gli occhi di Doveri su una ripartenza di Locatelli. Sempre Doveri deve intervenire per le intemperanze del pubblico di casa, con insulti razzisti a Vlahovic per i quali il direttore di gara minaccia la sospensione della partita in caso di ripetizione. Bei propositi, disattesi subito dopo quando Vlahovic illumina la serata con una giocata alla Benzema, saltando la marcatura di Pablo Marì con un tunnel di tacco all'avversario concluso entrando in area e venendo abbattuto dall'umiliato avversario. "Sei uno zingaro" si sente fino a Torino, Doveri fischia il rigore ma Guida non è d'accordo e al VAR prova la giocata e riesce a ribaltare tutto, togliendo un penalty solare ai bianconeri e lasciando che il Franchi continui impunito a insultare il serbo. Un impatto talmente forte a livello psicologico che condizionerebbe chiunque, forse anche il 9 bianconero che poco dopo la mezz'ora riesce ancora una volta a involarsi verso De Gea, saltandolo in dribbling ma perdendo il tempo di una conclusione a porta vuota che faceva già pregustare al gol. 

Traversa Kean, la sblocca l'altro "zingaro" Kostic

Prima di questa clamorosa occasione fallita da Vlahovic, era stata la Juve a tremare, e con lei la traversa di Di Gregorio: cavalcata pazzesca di Kean, in condizione strepitosa, quaranta metri e bordata da fuori respinta solo dal legno. L'ex bianconero carica lo stadio, la Fiorentina ci crede, Mandragora sfiora il gol su punizione prima dell'assolo fallito di Vlahovic, poi è Parisi che al volo manca di un soffio lo specchio della porta di Di Gregorio. Giallo a McKennie, Kean ci prova col sinistro ma non trova la porta, si arriva al recupero extralarge di sei minuti - interruzioni infinite, è il videocalcio bellezza - che vede la Juventus finire in avanti e in vantaggio: partita sporca, la sblocca una gran botta da fuori di Kostic che non lascia scampo a De Gea. Proprio il connazionale di Dusan, più volte bersagliato dagli stessi insulti ricevuti dal compagno di squadra, a "vendicare" quello zingaro sentito per tutta la partita.

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Mandragora, un missile ma Di Gregorio assente 

Fortini al posto di Dodò ko l'unico cambio, la Fiorentina si riporta in avanti subito e trova il pari quasi immediatamente: errore di Thuram di testa che regala palla a Kean alla trequarti, tocco per Mandragora e botta di sinistro potente ma non imparabile, Di Gregorio è piazzato male e non riesce neanche a darsi forza con le gambe, un tuffo loffio col quale non riesce neanche ad allungare le braccia per provare la parata. 1-1 e tutto da rifare per i bianconeri, Locatelli al volo spreca una grande chance consegnando palla a De Gea ma è un lampo in un buio viola: Di Gregorio riesce in tuffo a toccare un diagonale di Kean preciso ma non irresistibile, poi Parisi per due volte sporca la conclusione in piena area con la Fiorentina che non approfitta della confusione.

Vanoli e Spalletti, cambi che non cambiano

Ndour e Gudmundsson dentro all'ora di gioco, fuori Sohm e Piccoli, Spalletti muove le pedine poco dopo: Miretti per un Thuram fuori fase, Cabal che torna in campo per Kostic e varo della difesa a quattro. Ma non basta per sbloccare, allora dentro l'incisività di Conceicao che entra e spacca la difesa viola mettendo palloni pericolosi a ripetizione in area mentre Yildiz, grande assente della serata, non riesce mai a saltare l'uomo in maniera pulita e a creare quelle occasioni e quelle conclusioni che hanno trascinato i bianconeri nella prima parte di stagione. Nel finale anche Openda e David: il primo si rende ridicolo lasciando scorrere un pallone cercando di lottare corpo a corpo con Pongracic modalità buttafuori d'area, l'altro trova un solo pallone sporco su cui provare un tiro e guadagnare un angolo, in sintesi non cambia nulla, 1-1 e si continua a perdere terreno davanti dalle prime quattro, due vittorie nelle ultime tredici partite, due punti tra Torino e Fiorentina, il cielo su Torino continua a essere grigio e si incupisce.

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Mandragora, un missile ma Di Gregorio assente 

Fortini al posto di Dodò ko l'unico cambio, la Fiorentina si riporta in avanti subito e trova il pari quasi immediatamente: errore di Thuram di testa che regala palla a Kean alla trequarti, tocco per Mandragora e botta di sinistro potente ma non imparabile, Di Gregorio è piazzato male e non riesce neanche a darsi forza con le gambe, un tuffo loffio col quale non riesce neanche ad allungare le braccia per provare la parata. 1-1 e tutto da rifare per i bianconeri, Locatelli al volo spreca una grande chance consegnando palla a De Gea ma è un lampo in un buio viola: Di Gregorio riesce in tuffo a toccare un diagonale di Kean preciso ma non irresistibile, poi Parisi per due volte sporca la conclusione in piena area con la Fiorentina che non approfitta della confusione.

Vanoli e Spalletti, cambi che non cambiano

Ndour e Gudmundsson dentro all'ora di gioco, fuori Sohm e Piccoli, Spalletti muove le pedine poco dopo: Miretti per un Thuram fuori fase, Cabal che torna in campo per Kostic e varo della difesa a quattro. Ma non basta per sbloccare, allora dentro l'incisività di Conceicao che entra e spacca la difesa viola mettendo palloni pericolosi a ripetizione in area mentre Yildiz, grande assente della serata, non riesce mai a saltare l'uomo in maniera pulita e a creare quelle occasioni e quelle conclusioni che hanno trascinato i bianconeri nella prima parte di stagione. Nel finale anche Openda e David: il primo si rende ridicolo lasciando scorrere un pallone cercando di lottare corpo a corpo con Pongracic modalità buttafuori d'area, l'altro trova un solo pallone sporco su cui provare un tiro e guadagnare un angolo, in sintesi non cambia nulla, 1-1 e si continua a perdere terreno davanti dalle prime quattro, due vittorie nelle ultime tredici partite, due punti tra Torino e Fiorentina, il cielo su Torino continua a essere grigio e si incupisce.

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