Pelligra, l'italo-australiano patron del Catania: "Milan-Como a Perth grande opportunità"

"Esporteremo uno dei migliori prodotti italiani. E l’accoglienza sarà fantastica. Cresceranno entusiasmo, passione, diritti tv e merchandising"

Rosario Ross Pelligra, 47 anni, italo australiano di terza generazione, è a capo del Pelligra Group. Ha interessi in Australia, Cina, India, Uae e Italia, e due club: Catania - acquisito a luglio 2022 - e Perth Glory. Milan-Como a Perth: cosa significa per la Serie A“Una grande opportunità. Non solo per la partita, ma perché vuol dire esportare uno dei migliori prodotti italiani. Il calcio italiano è un modello difficile da toccare con mano agli antipodi. Adesso sarà possibile, con i tre punti in palio”. Gli australiani seguono il calcio? “Non è il primo sport, ma è in crescita. Non dimentichiamo che in Oceania ci sono molti immigrati che hanno portato la cultura europea o sudamericana”. Che accoglienza ci sarà?“Fantastica. Già da tempo mi hanno chiesto i biglietti, da giovedì il telefono è tornato a impazzire: vogliono esserci tutti, sarà sold out. Il Milan ha appeal internazionale, il Como ha milioni di tifosi in Indonesia grazie agli Hartono. Per noi sono un esempio: abbiamo tantissimi tifosi nel mondo. E magari in futuro vedremo il Catania giocare in Australia una partita di Serie A”. Che prospettive vede a livello commerciale? “Cresceranno passione ed entusiasmo: i ricavi da diritti tv e merchandising in Oceania e Sudest asiatico potranno moltiplicare. Si può lavorare molto con i social media, con lo shopping online e i diritti d’immagine”. L'iter è infinito... “Ogni cosa ha tempo e prezzo. L'attesa è obbligata, ogni cambiamento genera resistenze. Capisco i tifosi, gli abbonati a San Siro in primis, ma è il famoso treno che passa una volta e che può aprire scenari nuovi e maggiori ricavi. Viviamo in un mondo che chiude confini: almeno nello sport, proviamo a non aggiungerne”. Com'è il livello degli arbitri locali? “In crescita. Se arbitri australiani dovessero dirigere Milan-Como riceverebbero in dono un importante step di crescita. L'intensità della Serie A è superiore a quella del campionato australiano: ci sarebbe da correre e faticare di più. Ma tutti sognano una gara così”. Che impianto è l’Optus Stadium? “Uno stadio capace di ospitare 60.000 persone, con il top di hospitality e sicurezza. Offrirà il meglio che si può avere anche in tema di tecnologia. Siamo carichi: a Perth da mesi non si parla d'altro. E, da proprietario del Perth Glory, mi tocca ricordare che non dobbiamo distrarci”.

"Vedo Maignan e Donnarumma in Australia"

Come sta andando la stagione? “Il calcio è una magnifica alchimia. Basta un ingranaggio per non fare girare una macchina all'apparenza perfetta. Abbiamo esonerato con dispiacere il tecnico e lo abbiamo sostituito con uno dei suoi collaboratori che ci sembrava avesse maggiore empatia, specie con lo spogliatoio. La mossa finora ha pagato”. In Australia hanno giocato Del Piero e Diamanti, le piacerebbe portare qualche italiano in futuro?“Mi piacciono i portieri, come Maignan. Però in Australia porterei Gigio Donnarumma, altrimenti mi piace Barella. Ma penso in futuro anche di portare qualche ragazzo australiano a Catania: vediamo”. Come giudica finora la stagione del Catania? “Molto positiva, ma c'è tanto da fare. Abbiamo una città fantastica e un pubblico eccezionale. Domani sarò al Massimino con altri 18.000 spettatori per l'ultima di andata con l'Atalanta U23. Siamo un club solido guidato da Vincenzo Grella con Mark Bresciano, e sul campo da un allenatore top come Mimmo Toscano. La squadra è stata costruita per provare a vincere il campionato: siamo primi, abbiamo chiara quale deve essere la nostra mission. Presto torneremo ad allenarci a Torre del Grifo, che ho restituito al club”. Cosa aspettarsi sul mercato? “Due o tre cose mirate. I ko di Aloi e Cicerelli non ci hanno abbattuti, ma reso più uniti: torneranno più forti di prima”.

"Poche telecamere per gli arbitri"

Ha detto che servono standard per il Fvs, cosa propone? “Gli arbitri sono fondamentali: devono avere la serenità di poter sbagliare, ma anche quella di lasciarsi consigliare, o eventualmente correggere, dalla tecnologia. In Serie C può e deve essere migliorata. Per esempio, trovo poco saggio che nelle partite ci sia un numero diverso di telecamere. Dovrebbero avere tutte lo stesso standard. O almeno bisognerebbe uniformare la produzione televisiva di quelle tra le concorrenti con modelli tv ben definiti e uguali per tutti: due telecamere centrali e le due telecamere dei 16 metri sarebbero auspicabili per un miglior supporto agli arbitri”. Che fase vive la Serie CMatteo Marani è un ottimo presidente e sta facendo bene. Non è facile con le varie situazioni che gli si propongono, da Nord a Sud, a livello finanziario, amministrativo e sportivo. Ha il sostegno del Consiglio e di molti presidenti. Mi piacciono il suo stile e il suo modo di rappresentare la Lega Pro”.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Serie A

Serie A, i migliori video