Si vede la Juve a quattro, è dominio. Palo David
Salutato il ritorno a casa di Danilo, non privo di sassolini nelle scarpe nei confronti di Motta e Giuntoli, Spalletti dà fiducia a David per duettare con i trequartisti e lavorare di sponde preferendolo a Openda non a suo agio contro una squadra tutta schiacciata dietro. Manca anche Koop, stranamente, e il motivo è presto spiegato: 4-2-3-1 in fase offensiva, con Cambiaso a scalare sui difensori e Yildiz-Conceicao molto larghi, con McKennie a fare l'incursore dietro David. Un assetto che spiega la rinuncia all'olandese inadatto a scalare terzino puro. E proprio Cambiaso restituisce il meglio di sé con questo assetto, ai livelli che avevano fatto sognare i tifosi nei primi mesi del suo ritorno in bianconero.
Piovono cross in area Lecce, è un assedio che non si sblocca solo per sfortuna, con David di testa a impegnare Falcone aiutato dal palo che gli restituisce il pallone. L'esordiente Perez, scelto da Di Francesco oggi in tribuna, viene travolto dalle folate di Cambiaso e dalla tecnica di Yildiz: finisce dopo poco più di mezz'ora la sua partita per mettere dentro Danilo Veiga e risistemare una difesa bucata in ogni modo dai bianconeri, che però peccano di imprecisione: Cambiaso ancora con Falcone decisivo, McKennie respinto, Yildiz a lato, Locatelli che fa urlare al gol ma la palla esce di un niente, ancora Cambiaso tutto solo davanti al portiere a sparare alto in curva.

