© LaPresseProvaci ancora Edo! Il grido di incoraggiamento nei confronti di Edoardo Bove sta arrivando da ogni angolo d’Italia. Al suo fianco tifosi, colleghi e addetti ai lavori del mondo calcio: tutti speranzosi di rivedere presto sul rettangolo verde il centrocampista. A fare quello che gli riesce meglio e più gli piace: tirare calci a un pallone. Motivo per cui nelle prossime ore le strade della Roma e di Bove si andranno a separare per sempre. Già pronta la risoluzione del contratto. Una mossa burocratica necessaria per permettere al centrocampista classe 2002 di poter tornare in campo al più presto.
Premier e Bundes
Non va dimenticato come le attuali norme vigenti nel calcio italiano vietino l’attività agonistica con il defibrillatore sottocutaneo, mentre all’estero è consentito. Vedi Eriksen che dopo il malore a Euro 2020 non poté più giocare nell’Inter, ma ha continuato a farlo per anni in Premier League (Brentford e Manchester United) e lo fa tuttora in Bundesliga (Wolfsburg). Due campionati che attirano pure Edo. Dopo il grande spavento per l’arresto cardiaco del dicembre 2024 in occasione di Fiorentina-Inter, Bove è clinicamente e perfettamente guarito. Ecco perché dopo un anno sabbatico ha deciso di riprovarci sul serio a intraprendere una nuova avventura calcistica all’estero.
Mourinho mentore
In altri casi la chiameremmo fuga di cervelli, dato che - al netto del dramma sfiorato - Bove resta uno dei talenti più limpidi del calcio italiano. E ora potrà dimostrarlo anche fuori dai confini nazionali, dove finora era sempre rimasto con Roma e Fiorentina. Chissà che non possa pensare a lui, per la mediana del Benfica, proprio Josè Mourinho che è stato il suo mentore in giallorosso e soprattutto il primo ad accorgersi del talento di Edoardo. Non a caso era stato proprio lo Special One a lanciarlo nella Roma. Qualcosa si starebbe muovendo anche tra Grecia e Turchia, ma siamo solo all’inizio e il telefono di Bove e del suo agente Diego Tavano ha appena iniziato a squillare.
