© Agenzia Aldo Liverani SasE dopo Mourinho, anche Conte esce con le ossa rotte da quello che una volta era il suo Stadium e che stasera lo ha fischiato, maltrattato sportivamente e poi irriso con il coro "Salta con noi", così come era avvenuto per lo Special One. Il lavoro eccezionale fatto da Spalletti ha ricostruito dalle fondamenta la Juventus che ha dominato il Napoli campione d'Italia senza farlo mai respirare, graziandolo anche nel risultato che poteva essere anche più ampio. 42 punti e quinto posto, il treno Champions non scappa via, i bianconeri ci sono e ci vogliono essere e con queste prestazioni sono gli avversari a doversene preoccupare. Impressionano anche i cambi di Spalletti, capace di cambiare volto ai suoi senza risentirne e anzi mettendo ancora più in difficoltà chi ci gioca contro e pensa di aver preso le misure: Miretti per David, Juve a sorpresa senza punta e 2-0 che arriva subito con Yildiz falso nueve. O Kostic a destra, a venire dentro per armare il sinistro, scoprendo un ruolo che potrebbe clamorosamente rilanciarlo anche tatticamente. O McKennie che chiude centravanti l'ennesima partita dominante (il texano a scadenza, Spalletti pure, Yildiz poco ci manca: Comolli, se ci sei batti un colpo).
Ora Champions da Pogba, poi Parma, Coppa Italia con l'Atalanta e Lazio: guardando il calendario, questa Juventus può correre ancora e risalire ancora di più la classifica. Quando il tecnico di Certaldo è arrivato a Torino la situazione era sull'orlo del disastro, la sensazione era che sarebbe servito un miracolo per arrivare quarti: adesso, guardando giocare la Juventus, sembra tornato normale respirare l'aria di alta classifica e guardare in alto, a chi ancora deve essere riacciuffato per questioni di tempo. Nel solco della storia, con un ex come Pjanic salutato dallo stadio a ricordarla: Locatelli, con il suo numero 5 sulle spalle, lo ha celebrato con una giocata super per il vantaggio di David.
