Lo riconoscete? Poker alla Juve, poi niente Inter e la condanna. Ora "come un assassino silenzioso"

Dalla parentesi in Italia alla vita fuori dal campo, l'ex calciatore ora ha molto più tempo per dedicarsi alla sua più grande passione: "Nel 2009 ho cominciato a..."
Lo riconoscete? Poker alla Juve, poi niente Inter e la condanna. Ora "come un assassino silenzioso"© Getty Images

Un fisico imponente, una carriera calcistica tra i grandi palcoscenici europei e una seconda vita completamente diversa, fatta di set, copioni e ambizioni cinematografiche. Dopo aver lasciato il segno sui campi di Liga, Premier League e Serie A, l’ex attaccante norvegese ha attraversato momenti complessi anche fuori dal rettangolo di gioco. Tra una condanna giudiziaria e un percorso di rinascita personale, oggi il suo nome torna a far parlare di sé, ma lontano dal calcio, con Netflix come nuova vetrina internazionale.

Dalla Norvegia all’Europa

La carriera calcistica dell’attaccante norvegese è stata segnata da tappe importanti nei principali campionati europei. Alto 1,95 metri, dotato di grande forza fisica, si è affermato soprattutto con il Valencia, club con cui ha giocato dal 2000 al 2004, conquistando titoli e visibilità internazionale, oltre a un prestito di un anno con la Roma. Dopo l’esperienza spagnola, ha continuato a segnare gol anche in Premier League, dove è diventato un punto di riferimento dell’Aston Villa tra il 2007 e il 2011. L’ultima parte della sua carriera lo ha visto indossare la maglia del West Ham, prima di appendere definitivamente gli scarpini al chiodo nel 2012. Tanti spunti per riconoscerlo e capire di chi si tratta.

La condanna e il carcere: cosa è successo nel 2022

Nel 2022 la sua vita ha subito una brusca frenata fuori dal campo. In Norvegia è stato condannato a 14 mesi di carcere dopo essersi dichiarato colpevole di evasione fiscale. Secondo quanto emerso, non avrebbe dichiarato redditi e beni per un valore superiore ai 26 milioni di euro tra il 2014 e il 2019. Una vicenda giudiziaria pesante, che ha segnato profondamente l’ex calciatore, John Carew, oggi ancora sottoposto a controlli da parte delle autorità, come da lui stesso raccontato. Un passaggio difficile, che ha rappresentato uno spartiacque nella sua vita personale e professionale.

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L’unica stagione in Serie A e quella notte del 4-0

Il calcio italiano lo ha conosciuto nella stagione 2003-2004, quando ha vestito la maglia della Roma in prestito dal Valencia. Un’annata fatta di alti e bassi, chiusa con 26 presenze complessive e 7 reti tra campionato e coppe. Tra i ricordi più significativi c’è anche la vittoria per 4-0 contro la Juventus, una delle partite simbolo di quella stagione giallorossa. In quell’occasione è entrato negli ultimi minuti, all’87esimo, prendendo il posto di Cassano e vivendo da protagonista una serata storica per il club capitolino.

Il ritorno mancato: l’Inter sfiorata nel 2013

Dieci anni dopo l’esperienza romana, il suo nome è tornato a circolare in Italia, questa volta in orbita Inter. Nel 2013 il club nerazzurro lo aveva individuato come possibile rinforzo offensivo, ma l’operazione si è fermata alle visite mediche. La società spiegò che “le sue attuali condizioni atletiche lo costringerebbero a un periodo di lavoro specifico e individuale medio-lungo non compatibile con le esigenze del club”. Una versione alla quale il diretto interessato ha replicato chiarendo che “il problema non è stato legato ai test fisici e atletici”.

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Dal calcio al cinema: una nuova vita lontano dal campo

Chiusa la carriera da calciatore, l’ex attaccante ha deciso di seguire una passione coltivata in silenzio per anni: la recitazione. Il debutto è arrivato nel 2014 con il film horror canadese Dead of Winter, seguito da Caudillos nel 2015. Successivamente ha preso parte a produzioni norvegesi come Home Ground e a progetti più noti come il thriller Black Frost. Tra le esperienze più prestigiose spicca anche Maleficent, accanto ad Angelina Jolie, mentre oggi il suo nome è legato a serie di successo su Netflix.

Le parole e il sogno Bond: “Voglio essere un cattivo”

A raccontare questa trasformazione è stato lui stesso, spiegando di aver iniziato a studiare recitazione già nel 2009: “Ho iniziato a seguire corsi di recitazione nel 2009”. Un interesse nato gradualmente, come ha ammesso: “Quando ero giovane, mi sono dedicato completamente al calcio e questo è arrivato un po' più tardi”. Sul set ritrova dinamiche simili allo spogliatoio: “Lavorare con altri attori è lavoro di squadra”. E guardando al futuro, il sogno è chiaro: “Voglio essere il braccio destro del cattivo, come un assassino silenzioso che perde una lotta con Bond a metà strada”. Una nuova sfida, lontana dal pallone, ma sempre sotto i riflettori.

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Un fisico imponente, una carriera calcistica tra i grandi palcoscenici europei e una seconda vita completamente diversa, fatta di set, copioni e ambizioni cinematografiche. Dopo aver lasciato il segno sui campi di Liga, Premier League e Serie A, l’ex attaccante norvegese ha attraversato momenti complessi anche fuori dal rettangolo di gioco. Tra una condanna giudiziaria e un percorso di rinascita personale, oggi il suo nome torna a far parlare di sé, ma lontano dal calcio, con Netflix come nuova vetrina internazionale.

Dalla Norvegia all’Europa

La carriera calcistica dell’attaccante norvegese è stata segnata da tappe importanti nei principali campionati europei. Alto 1,95 metri, dotato di grande forza fisica, si è affermato soprattutto con il Valencia, club con cui ha giocato dal 2000 al 2004, conquistando titoli e visibilità internazionale, oltre a un prestito di un anno con la Roma. Dopo l’esperienza spagnola, ha continuato a segnare gol anche in Premier League, dove è diventato un punto di riferimento dell’Aston Villa tra il 2007 e il 2011. L’ultima parte della sua carriera lo ha visto indossare la maglia del West Ham, prima di appendere definitivamente gli scarpini al chiodo nel 2012. Tanti spunti per riconoscerlo e capire di chi si tratta.

La condanna e il carcere: cosa è successo nel 2022

Nel 2022 la sua vita ha subito una brusca frenata fuori dal campo. In Norvegia è stato condannato a 14 mesi di carcere dopo essersi dichiarato colpevole di evasione fiscale. Secondo quanto emerso, non avrebbe dichiarato redditi e beni per un valore superiore ai 26 milioni di euro tra il 2014 e il 2019. Una vicenda giudiziaria pesante, che ha segnato profondamente l’ex calciatore, John Carew, oggi ancora sottoposto a controlli da parte delle autorità, come da lui stesso raccontato. Un passaggio difficile, che ha rappresentato uno spartiacque nella sua vita personale e professionale.

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