Marotta, ma cosa c’entra Cuadrado? Meno veleni, più riforme

Servono idee nuove in un calcio che rischia di morire di vecchiaia
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Guido VaciagoGuido Vaciago

Pubblicato il 17.02.2026, 08:33 (Aggiornato il 17.02.2026, 08:50)

5 min

Servono idee nuove

Marotta è un grande dirigente. Un gigante all’altezza degli Allodi o dei Galliani e non solo per i risultati ottenuti. La difesa della sua società, dei suoi giocatori, del suo allenatore è un’esigenza sacrosanta, che ieri lui ha messo davanti a tutto. Forse un po’ goffamente, scivolando su un terreno reso sdrucciolevole dall’ormai delirante evolversi di qualsiasi argomento calcistico. Ma non è alimentando la circolazione dei veleni che se ne combattono gli effetti. Non è la mitridatizzazione che salverà il calcio italiano, anche perché è già assuefatto a qualsiasi tossicità. Servono riforme, per il settore arbitrale e non solo. Servono idee nuove. Servono stadi. E, sì, servono anche giovani dirigenti. Non servono, o per lo meno non in Lega, discussioni sui casi arbitrali del passato. È vero, siamo il Paese che celebra con ampie paginate i quarant’anni del gol di Turone o i venti di Iuliano-Ronaldo, ma forse è anche per questo che il nostro calcio vale un quarto della Premier League e la metà della Liga.

Totale mancanza di cultura della sconfitta

E forse è proprio questa spasmodica dietrologia, la totale mancanza di cultura della sconfitta per cui deve essere sempre colpa di un arbitro, di un complotto, di qualcun altro, chiunque esso sia, che abbiamo imbarbarito il gioco più bello che avevamo, quello che ci accompagna da quando siamo bambini e ci consente di rimanere bambini dentro, a qualsiasi età. Abbiamo imbarbarito. Prima persona plurale, nessuno si senta escluso: dai dirigenti ai tifosi, passando per giornalisti, giocatori e allenatori. Nessuno è veramente in grado di scagliare la prima pietra. Gestire la passione, a qualsiasi livello, è difficile, ma quando iniziano le minacce di morte (vedi quelle a La Penna) forse dovremmo avviare una riflessione. Meno veleni, più riforme. E vedrete che ci si diverte lo stesso.