Rocchi a Open Var: "Ho detto che il VAR deve intervenire, non si può usare come otto anni fa" 

Il designatore degli arbitri torna a parlare della giornata di Serie A: "Non sempre si riesce a mantenere coerenza nelle direzioni di gara"

Tante situazioni da analizzare nella nuova puntata di Open Var, in cui Gianluca Rocchi ha voluto specificare alcune delle decisioni prese durante le gare di questo weekend ma non solo. Gli argomenti trattati sono molteplici: dal giallo a Chalanoglu in Inter-Genoa al gol convalidato a Pavlovic in Cremonese-Milan, dal rosso estratto a Pinamonti in Sassuolo-Atalanta, al paragone tra la situazione avvenuta in Milan-Parma di settimana scorsa con quella successa in Parma-Cagliari di questo fine settimana fino ad arrivare al nuovo regolamento sulla tecnologia. Il designatore arbitrale della CAN di Serie A e Serie B ha anche parlato di Roma-Juve, con un rimando non di poco conto sul caso Kalulu e il ruolo del Var sulla seconda ammonizione.

Calhanoglu in Inter-Genoa

Così Rocchi commentando il fallo commesso da Hakan Chalanoglu in Inter-Genoa: "La decisione è corretta in campo. Partiamo dal presupposto che quando decidono bene in campo diventa tutto piu semplice. Fanno giustamente la scelta dei parametri perché quando parliamo del DOGSO è corretto andare a controllare tutti i parametri, sostanzialmente ne potresti avere uno qua che è il controllo del pallone, che rimane pallone a terra quindi rimarrebbe sua disponibilità ma gli altri, direzione distanza e anche recupero degli avversari, sostanzialmente nessuno di questi può portare al DOGSO. Decisione assolutamente corretta. Quando un arbitro spiega così vuol dire che ha le idee chiare. La decisione è assolutamente corretta. Non sempre lo spiegano bene così perchè non sempre hai la certezza della decisione che hai assunto".

Pavlovic in Cremonese-Milan

Rocchi ha voluto spiegare anche il check avvenuto a seguito della rete di Pavlovic contro la Cremonese per un presunto fuorigioco e fallo di mano: "Qui giustamente hanno fatto il doppio controllo. Il primo abbastanza semplice perchè appunto la macchina ti aiuta. Il secondo è un pochino più complesso perché ci vuole la certezza del tocco. Devo aggiungere anche che se avessero avuto un dubbio avrebbero comunque lasciato la decisione del campo, questo è chiaro. In questo caso il dubbio non c'è perchè la telecamera retrostabilisce che il tocco addirittura è diviso per cui non ci sono problemi e il gol viene convalidato correttamente".

Il gol di Milan-Parma e gli episodi di Parma-Cagliari

"Allora facciamo una premessa su questo episodio perché chiaramente ci abbiamo lavorato sopra, partendo proprio da Milan-Parma. Ribadisco la bontà del gol e voglio fare un cappello a questo tipo di interpretazione. Il giocatore che si mette fermo in area di porta non commette nessun fallo. Per cui ho sentito ricostruzioni un po' fantasiose sul fatto che già il fatto che il giocatore si metta lì è falloso. Non lo trovo da nessuna parte del regolamento ed è il motivo per cui noi non possiamo annullare se un giocatore si mette fermo. Ti aggiungo che ci sono campionati in cui nell'area di porta si mettono fermi in cinque, e quello è un atteggiamento già molto più pericoloso. Però se io sto fermo in una zona del campo non posso essere punito a meno che non faccia qualcosa. Partendo da quell'episodio, da quella situazione, ho spiegato ai ragazzi di stare molto attenti, di essere proattivi e fare prevenzione come Massimi correttamente fa tant'è che il primo episodio è esattamente uguale a quello di Milano (Milan-Parma, ndr) in cui lui non fischia niente, e noi siamo assolutamente d'accordo con lui". 

"Sul secondo episodio se seguite il giocatore del Parma in partenza dà una leggera spinta sul portiere. A quel punto ai ragazzi ho detto: finché stanno fermi, non abbiamo base regolamentare per poter fare niente. Dal momento che il giocatore fa qualcosa, noi interveniamo. Anche perché, e aggiungo, io non voglio vedere nelle aree di porta situazioni che io vedo in altri campionati che per noi sarebbero molto critiche perchè, io parlo per il campionato italiano, non possiamo permettere, a mio avviso, che un portiere non abbia la possibilità di poter giocare. Ciò non toglie che il regolamento oggi non dice in nessuna maniera che un giocatore non possa stare fermo in area di porta, pertanto io mi devo sempre appoggiare alle regole, che sono l'unica salvezza per tutti, soprattutto per gli arbitri. E quindi in quella fase non posso intervenire, anzi devo dare gol come è stato fatto correttamente a Milano e come è stato fatto correttamente nel primo caso di Parma. Nel secondo siccome c'è un movimento che comunque dà un fastidio al portiere, quindi fa qualcosa, a quel punto interveniamo. È stato molto bravo l'arbitro perchè ha capito quello che gli ho dato come messaggio e ha lavorato bene sia nel primo che nel secondo episodio. Ti aggiungo che dal secondo episodio in poi la situazione non è più accaduta. E aggiungo un'altra, cosa staremo molto attenti a queste situazioni perchè il nostro obiettivo è che i portieri siano liberi di parare e che non vengano disturbati nella loro azione".

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Esiste ancora il concetto di "chiaro ed evidente errore"?

"Mi riallaccio a Milan-Parma e ti dico che la comunicazione non è che ci sia piaciuta molto eh. Te lo ha detto Dino (Tommasi ndr) e te lo ribadisco io, perchè poi bisogna essere anche molto coerenti sulle cose che abbiamo fatto finora. Non sono per niente contento, al di là della decisione finale che è corretta. Detto ciò il concetto di chiaro ed evidente errore nasce perchè il Var deve avere un minimo impatto sulla gara con il massimo beneficio. La problematica vera è lo sviluppo che ha avuto la tecnologia e questa è una riflessione che bisogna fare a fine stagione noi, come la faranno in tante altre competizioni perchè ci sono tanti pareri sulla tecnologia, c'è chi dice che la stiamo utilizzando troppo e chi dice che dovremmo utilizzarla di più. Ci sono un po' di idee diverse su questo utilizzo.

Noi stiamo cercando di fare una scelta che è se c'è una decisione giusta il Var deve intervenire, questo è il concetto che ho cercato di spiegare ai ragazzi. A fine anno ti dirò se è giusta o meno: i conti si fanno sempre a fine anno. Ribadisco il concetto che se arbitrano bene in campo il Var ha un lavoro facilitato al massimo. Perché l'arbitro che è disomogeneo in campo crea problemi a chi è nella tecnologia. Il concetto rimane: dopo 8 anni di utilizzo possiamo sempre partire come 8 anni fa? Secondo me no. Perché le persone a casa si aspettano una risposta diversa da noi. Ci sono zone che sono ancora estremamente grigie. Io da utente, e non da arbitro, sarei un po' in dubbio che il Var possa servire. Questa è la grande discussione che c'è su questo tema. Se vedi anche le novità regolamentari che arriveranno vanno in una direzione in cui il Var viene usato un qualcosina in più su determinati casi. In altri c'è da fare riflessioni, ma vanno fatte a bocce ferme".

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Le novità regolamentari

Rocchi è intervenuto spiegando le novità che coinvolgeranno il Var. Sulle seconde ammonizioni: "Solo revoca perché un secondo giallo oggi di fatto decide una partita specialmente se accade nei minuti iniziali della gara, perchè comunque lasci una squadra in 10. Il secondo giallo è una decisione cruciale e se la sbagli è giusto rimettere la deecisione giusta in campo". Sulla revoca dei calci piazzati erroneamente concessi: "Questa è una fase in cui il Var deve essere veloce a comunicare la decisione all'arbitro. Come sai sarà poi una scelta della competizione se applicarla o meno. Questa è una buona novità, altra buona novità il conteggio sulle riprese di gioco perché oggi se un giocatore perde tempo sulla rimessa laterale o rinvio devi essere sì proattivo ma poi devi decidere con cartellino giallo sennò non ti ascoltano. Il fatto che l'arbitro possa contare quei 5 secondi fa da deterrente perché ti ritroveresti un calcio piazzato al contrario. È un bello strumento per gli arbitri e li rende più professionali. Una cosa che si sottovaluta è quanto un arbitro abbia sollecitazioni".

Coerenza arbitrale e l'esempio di Roma-Juve

"La coerenza è la base del nostro lavoro e non sempre riuisciamo a mantenerla. Nelle ultime giornate con pochi interventi Var abbiamo un minutaggio molto alto, il che significa che quando il gioco è fluido, la partita è più piacevole e si gioca di più. Anche l'interpretazione singola deve essere il più coerente possibile. L'arbitro deve essere bravo solo a non influenzare la partita. Ti prendo un esempio: ero a vedere Roma-Juve e al di là della buona prestazione di Sozza rimane il concetto che ci sono state due squadre che hanno giocato a pallone e non hanno mai creato problemi all'arbitro. Il non fastidio arbitrale credo sia dovuto all'atteggiamento molto positivo di chi era in campo".

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Tante situazioni da analizzare nella nuova puntata di Open Var, in cui Gianluca Rocchi ha voluto specificare alcune delle decisioni prese durante le gare di questo weekend ma non solo. Gli argomenti trattati sono molteplici: dal giallo a Chalanoglu in Inter-Genoa al gol convalidato a Pavlovic in Cremonese-Milan, dal rosso estratto a Pinamonti in Sassuolo-Atalanta, al paragone tra la situazione avvenuta in Milan-Parma di settimana scorsa con quella successa in Parma-Cagliari di questo fine settimana fino ad arrivare al nuovo regolamento sulla tecnologia. Il designatore arbitrale della CAN di Serie A e Serie B ha anche parlato di Roma-Juve, con un rimando non di poco conto sul caso Kalulu e il ruolo del Var sulla seconda ammonizione.

Calhanoglu in Inter-Genoa

Così Rocchi commentando il fallo commesso da Hakan Chalanoglu in Inter-Genoa: "La decisione è corretta in campo. Partiamo dal presupposto che quando decidono bene in campo diventa tutto piu semplice. Fanno giustamente la scelta dei parametri perché quando parliamo del DOGSO è corretto andare a controllare tutti i parametri, sostanzialmente ne potresti avere uno qua che è il controllo del pallone, che rimane pallone a terra quindi rimarrebbe sua disponibilità ma gli altri, direzione distanza e anche recupero degli avversari, sostanzialmente nessuno di questi può portare al DOGSO. Decisione assolutamente corretta. Quando un arbitro spiega così vuol dire che ha le idee chiare. La decisione è assolutamente corretta. Non sempre lo spiegano bene così perchè non sempre hai la certezza della decisione che hai assunto".

Pavlovic in Cremonese-Milan

Rocchi ha voluto spiegare anche il check avvenuto a seguito della rete di Pavlovic contro la Cremonese per un presunto fuorigioco e fallo di mano: "Qui giustamente hanno fatto il doppio controllo. Il primo abbastanza semplice perchè appunto la macchina ti aiuta. Il secondo è un pochino più complesso perché ci vuole la certezza del tocco. Devo aggiungere anche che se avessero avuto un dubbio avrebbero comunque lasciato la decisione del campo, questo è chiaro. In questo caso il dubbio non c'è perchè la telecamera retrostabilisce che il tocco addirittura è diviso per cui non ci sono problemi e il gol viene convalidato correttamente".

Il gol di Milan-Parma e gli episodi di Parma-Cagliari

"Allora facciamo una premessa su questo episodio perché chiaramente ci abbiamo lavorato sopra, partendo proprio da Milan-Parma. Ribadisco la bontà del gol e voglio fare un cappello a questo tipo di interpretazione. Il giocatore che si mette fermo in area di porta non commette nessun fallo. Per cui ho sentito ricostruzioni un po' fantasiose sul fatto che già il fatto che il giocatore si metta lì è falloso. Non lo trovo da nessuna parte del regolamento ed è il motivo per cui noi non possiamo annullare se un giocatore si mette fermo. Ti aggiungo che ci sono campionati in cui nell'area di porta si mettono fermi in cinque, e quello è un atteggiamento già molto più pericoloso. Però se io sto fermo in una zona del campo non posso essere punito a meno che non faccia qualcosa. Partendo da quell'episodio, da quella situazione, ho spiegato ai ragazzi di stare molto attenti, di essere proattivi e fare prevenzione come Massimi correttamente fa tant'è che il primo episodio è esattamente uguale a quello di Milano (Milan-Parma, ndr) in cui lui non fischia niente, e noi siamo assolutamente d'accordo con lui". 

"Sul secondo episodio se seguite il giocatore del Parma in partenza dà una leggera spinta sul portiere. A quel punto ai ragazzi ho detto: finché stanno fermi, non abbiamo base regolamentare per poter fare niente. Dal momento che il giocatore fa qualcosa, noi interveniamo. Anche perché, e aggiungo, io non voglio vedere nelle aree di porta situazioni che io vedo in altri campionati che per noi sarebbero molto critiche perchè, io parlo per il campionato italiano, non possiamo permettere, a mio avviso, che un portiere non abbia la possibilità di poter giocare. Ciò non toglie che il regolamento oggi non dice in nessuna maniera che un giocatore non possa stare fermo in area di porta, pertanto io mi devo sempre appoggiare alle regole, che sono l'unica salvezza per tutti, soprattutto per gli arbitri. E quindi in quella fase non posso intervenire, anzi devo dare gol come è stato fatto correttamente a Milano e come è stato fatto correttamente nel primo caso di Parma. Nel secondo siccome c'è un movimento che comunque dà un fastidio al portiere, quindi fa qualcosa, a quel punto interveniamo. È stato molto bravo l'arbitro perchè ha capito quello che gli ho dato come messaggio e ha lavorato bene sia nel primo che nel secondo episodio. Ti aggiungo che dal secondo episodio in poi la situazione non è più accaduta. E aggiungo un'altra, cosa staremo molto attenti a queste situazioni perchè il nostro obiettivo è che i portieri siano liberi di parare e che non vengano disturbati nella loro azione".

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Serie A
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Rocchi a Open Var: "Ho detto che il VAR deve intervenire, non si può usare come otto anni fa" 
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