Abodi: "Fare tesoro di questo disastro"
Andrea Abodi, ministro per lo sport e i giovani, dichiara: "Dobbiamo contribuire a rasserenare il clima, c'è uno stallo che non è solo nei risultati ma nei presupposti di una riforma che ha molte articolazioni. Come la riforma dei calendari, con le nazionali che rappresentano un elemento imprescindibile. C'è poi un tema che riguarda lo sviluppo dei vivai per far sviluppare il talento dei giovani italiani e dare alternative alla Nazionale".
Sull'importaza di un programma: "Rispetto alle titolarità che hanno le componenti federali di cercare un nuovo presidente, io ho sempre detto dal primo momento che mi aspettavo, e mi aspetto ancora, che lo sforzo di queste settimane si concentri sul far emergere un programma. Non è servito il 98,7% dei consensi per attuare il programma elaborato. Non sono qui solo per le difficoltà del momento. Avremmo dovuto dare seguito a quanto fatto mesi fa anche in caso di successo con la Bosnia, ma ora dobbiamo fare tesoro di questo disastro sportivo per trovare una matrice comune per i provvedimenti che rendano il calcio competitivo dal punto di vista sportivo e sociale"
Lavoro sui vivai
Abodi ha ricordato come sia stato "rielaborato completamente il regolamento agenti, mi aspetto da alcuni mesi che il Coni e la Figc li adottino nel rispetto delle norme e della gerarchia inter istituzionale. Ci sono 6 mesi per farlo ma non dobbiamo aspettare l'ultimo giorno". Quindi ha sottolineato come "per tutelare i vivai ci vuole un gioco di squadra. Quando abbiamo trovato il vincolo sportivo azzerato, l'abbiamo portato a due anni, abbiamo predisposto la bozza per l'apprendistato professionalizzante. Rimango sorpreso quando il presidente Gravina ha parlato di queste tematiche omettendo come, nel momento in cui il vincolo sportivo era sovradimensionato ed è stato azzerato, parimenti la Federazione ha deliberato il taglio del 50% dei premi di formazione. Nel momento in cui avrebbe dovuto compensare è stato dimezzato anche il premio di formazione. Questo fa capire che il tema non è mai una singola decisione, ma una serie di decisione che interagendo tra di loro producono un effetto".