Una maratona lunga quasi sette ore. È stato un venerdì di super lavoro per il pm Maurizio Ascione che, negli uffici del Tribunale di Milano, ha ascoltato per diverse ore come persone informate sui fatti Giorgio Schenone, club referee manager (ovvero l’addetto agli arbitri) dell’Inter, Dino Tommasi, neo designatore di Serie A e B e Antonio Zappi, ex presidente dell’Aia fresco di squalifica per tredici mesi. Al termine degli interrogatori milanesi, nessuno dei tre è stato indagato, il che rappresenta una buona notizia per l’Inter, che altrimenti avrebbe visto aggravarsi la situazione del club, essendo Schenone un suo dirigente. La lunghezza del colloquio con Schenone (oltre tre ore) indica comunque come l’audizione dell’addetto agli arbitri nerazzurro sia stata il piatto forte di giornata, alla luce dei tanti quesiti posti sul tavolo da Ascione. Questi, va ricordato, è stato chiamato in causa in un’intercettazione tra Rocchi e Gervasoni nell’aprile 2025. Sotto la lente del pm Ascione un incontro avvenuto a San Siro il 2 aprile dell’anno scorso a margine della semifinale di andata di Coppa Italia tra Milan e Inter (1-1 il finale, con reti di Calhanoglu e Abraham).
La tesi della Procura
Secondo la tesi della Procura, all’ormai ex designatore Rocchi viene imputato di avere, “in concorso con altre persone”, combinato o “schermato”, a San Siro proprio in quell’occasione, la “designazione del direttore di gara” Daniele Doveri, mettendolo a dirigere la semifinale di ritorno per “assicurare” che lo stesso Doveri, “poco gradito” all’Inter, non arbitrasse l’eventuale finale (contro la vincente dell’altra semifinale che vedeva opposte Bologna ed Empoli) e - soprattutto, alla luce del testa a testa con il Napoli - il resto delle partite di campionato dei nerazzurri della scorsa stagione (Doveri qualche giorno dopo il derby del 2 aprile avrebbe arbitrato Parma-Inter 2-2, ma quella designazione era già stata fatta). Sempre al Meazza si sarebbe deciso che il “gradito” Andrea Colombo arbitrasse Bologna-Inter del 20 aprile con vittoria per 1-0 dei rossoblù: direzione molto pasticciata la sua, tra la rimessa laterale battuta dieci metri più avanti dai rossoblù che ha fatto da antipasto al gol vittoria, fino a un possibile rigore non dato ai padroni di casa per un mani di Carlos Augusto in area. Agli atti, come si era saputo, tra le intercettazioni ce n’è era una (sempre dell’aprile 2025) tra Rocchi e Gervasoni, su sospette pressioni e sul presunto incontro allo stadio per la “combine”, in cui si faceva riferimento a tale “Giorgio”.
Entreranno nuovi nomi
Ricostruendo con intercettazioni e testimonianze i contatti di Rocchi, gli inquirenti hanno avanzato l’ipotesi che all’incontro potrebbe aver preso parte anche Schenone, da qui la convocazione in tribunale andata in scena ieri con annessa maxi audizione da tre ore. Dopo i colloqui con l’addetto agli arbitri dell’Inter, Tommasi e Zappi, ieri è emerso il fatto che nell’agenda della Procura entreranno nuovi nomi: per gli inquirenti sarà quindi un fine settimana di lavoro, propedeutico per preparare nuovi interrogatori che possano aiutare a capire quali fossero le dinamiche in atto dentro la classe arbitrale e fare chiarezza sulle famose “bussate” di Rocchi a Gervasoni a chi stava gestendo il Var. L’obiettivo del pm Ascione è chiudere l’inchiesta (i cui atti restano secretati) prima del suo trasferimento - probabilmente nel mese di luglio - alla Procura europea. Va ricordato che, al momento, l’inchiesta sul sistema arbitrale vede cinque indagati. Va inoltre ricordato che il procuratore della Federcalcio Giuseppe Chinè ha richiesto gli atti alla Procura di Milano per un’eventuale riapertura dell’indagine sportiva.
