Non c'è probabilmente nessuna spiegazione logica in grado di dare un senso a quello che è successo all'Atalanta tra sabato scorso a Verona e martedì sera a Bergamo contro il Chelsea. In campionato è arrivata una sconfitta per 3-1 contro i gialloblù che mai avevano vinto in campionato in questa stagione, una prestazione estremamente negativa chiusa da un risultato che ha premiato meritatamente i padroni di casa. In Champions League è successo tutt'altro, la squadra di Palladino ha ribaltato i campioni del mondo del Chelsea al termine di una partite che l’Atalanta ha meritato di vincere grazie ad una tenuta del campo, ad un piglio, ad una determinazione che a Verona non si erano visti e che, d'incanto, si sono materializzati tutti assieme nella notte che ha lanciato l'Atalanta a quota 13 punti. Con la concreta possibilità non solo di qualificarsi ai turni eliminatori tra le prime ventiquattro, ma anche di farlo entrando direttamente agli ottavi: le proiezioni dicono che con una vittoria ed un pareggio contro Athletic Bilbao (21 gennaio a Bergamo) e Union Saint-Gilloise (28 gennaio a Bruxelles) la squadra nerazzurra salirebbe a 17 punti, una soglia che al 98,9% (calcolo di Football Meets Data, portale specializzato in statistiche applicate al calcio) garantisce l'accesso diretto agli ottavi di finale della competizione. Con due vittorie, quindi 19 punti, l’Atalanta sarebbe certa di un posto tra le prime 8.
De Ketelaere trascina l'Atalanta
Tornando alla partita, come già successo in altre occasioni la squadra di Palladino ha approcciato bene, creato occasioni e impegnato il portiere avversario, nemmeno lo svantaggio arrivato poco prima della mezz'ora ad opera di Joao Pedro ha fiaccato la voglia di vincere della formazione nerazzurra che ha chiuso la partita ribaltando il risultato grazie ad una ripresa di altissimo livello con De Ketelaere protagonista sia in fase di rifinitura (perfetto il suo cross per Scamacca in occasione dell'1-1) che di conclusione. La stoccata nel finale di De Ketelaere è stata scaraventata in porta dal destro violento del belga ma anche dalla spinta emotiva di uno stadio semplicemente elettrico. L'avvio della rimonta aveva già infiammato i sostenitori nerazzurri, nell'ultima mezz'ora di gara il sostegno è stato incessante per un ambiente che aveva grande bisogno di una notte di questo tipo per cercare di volgere lo sguardo verso il campionato e recuperare velocemente una posizione più consona alla forza della rosa e al valore tecnico dei giocatori. Titolari e non.
Atalanta, il campionato e la chiave Coppa Italia
Per rientrare nelle posizioni che garantiscono la partecipazione all'Europa e alla Conference League bisogna mettersi a correre anche in campionato. L'Atalanta in Champions ha raccolto 13 punti in 6 partite mentre in campionato il bottino è magro: 16 punti in 14 gare. Le forze mostrate in campo nella massima competizione europea autorizzano a sognare, in casa atalantina, una grande rimonta in campionato dove la situazione è oggettivamente (lo dicono i numeri) difficile: il quarto posto, ad oggi, è della Roma a 27 punti, il sesto posto del Como è a +8 punti mentre il settimo della Juventus che potrebbe valere la Conference League è a 23 punti (+7). Fare calcoli, in questo momento, è impossibile ma l'unica indicazione di cui tener conto è la necessità di centrare un filotto di vittorie che possano far scalare alla compagine nerazzurra posizioni importanti. In questo momento, guardarsi indietro e ragionare sul cambio di allenatore e quello che non è andato bene nella prima parte di stagione non serve a nulla. Ci sono partite da giocare, avversari da superare e turni di campionato da sfruttare per tornare in alto e tentare di confermarsi in Europa. Certo, anche attraverso la Coppa Italia si può andare in Europa League (come ha fatto il Bologna nella scorsa stagione) ma ogni discorso è prematuro: in questo momento, l’Atalanta che ha battuto il Chelsea deve ripetersi con il Cagliari.
