I segreti del Bologna dei miracoli: così Motta ha creato un gruppo Champions

Dentro l’impresa dei rossoblù: il lavoro dell'allenatore, il rapporto con la città, l'intesa con i dirigenti
I segreti del Bologna dei miracoli: così Motta ha creato un gruppo Champions© CIAMILLO

BOLOGNA - Ci manca solo la statua di una madonnina che lacrimi di rossoblù. Altro che sera dei miracoli, come cantava Lucio Dalla, sempre abbonato anche post mortem grazie al patto con l'amico storico Tobia Righi. Questo è un anno intero di miracoli per il Bologna. La qualificazione Champions non era nemmeno nei sogni. Il target era raggiungere al più presto i 40 punti: oggi il Bologna ne ha già 67. L'ipotesi più ottimistica prevedeva un'impervia qualificazione per una coppa qualunque, fermo restando che sarebbe stato già molto positivo un campionato da parte sinistra della classifica. Invece il club emiliano è a un passo addirittura dal terzo posto, che si giocherà lunedì sera con la Juventus. Anche un pareggio potrebbe bastare dopo l'1-1 dell'andata, essendo il Bologna in vantaggio nella differenza reti totale (+3 sui bianconeri), e l'ultima da giocare a Genova.

Bologna, presentata la nuova maglia

Ieri è stata presentata la nuova maglia, che sarà utilizzata già lunedì: classica, con un risvoltino giallo sul retro a citare l'ultima euroapparizione e un ricordo dell'anno 1925, ovvero un secolo esatto dal primo dei sette scudetti. Dopo la gara con la Juventus il Dall'Ara inizierà i festeggiamenti ufficiali tra giochi di luce e un lungo giro di campo, i quali proseguiranno poi mercoledì con la parata in città sul bus scoperto. Il Bologna è arrivato alla Champions - che apporterà un introito minimo già sicuro di 40 milioni di euro, chiaramente a crescere - combinando elementi tecnici e psicologici in un mix esplosivo. La difesa ha subìto soltanto 27 reti, la seconda dopo l'Inter.

La striscia di febbraio e marzo, 8 vittorie su 9 partite, è poi proseguita anche con preziosi pareggi, frutto dei soli 2 gol beccati nelle ultime 8 gare giocate. Il Bologna ha avuto la continuità di una grande. Anche quando il suo gioco scintillante è incappato in qualche frenata, la squadra di Thiago non ha mai perso. Importanti i successi esterni con Lazio e Napoli, ma i veri momenti chiave sono stati i pieni sui campi di Atalanta e Roma: con queste due il Bologna ha vinto in casa e fuori.

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Cosa c'è dietro la grande stagione del Bologna

Il gruppo compatto è stato il vero motore del Bologna di Thiago. I giocatori si sono spesso visti insieme al basket (Zirkzee è diventato un virtussino sfegatato...). Anche gli 'accantonati' del momento hanno sempre sfoggiato sorrisi a 32 denti nelle foto post-vittorie sui social. Skorupski, cresciuto nelle uscite e coi piedi, ha sempre festeggiato con Ravaglia, il secondo portiere qualche volta preferitogli da Motta. Coloro che hanno fatto il salto di qualità (Calafiori, Aebischer, il funambolico Zirkzee) hanno sempre accettato la panchina senza brontolii quando è toccato a loro. Nel momento in cui il più cresciuto di tutti, lo scozzese Lewis Ferguson, si è operato al crociato è stato un viavai senza sosta all'ospedale per portargli conforto.

Poi ci sono state le certezze: Freuler ministro del centrocampo; Orsolini autore di 10 gol e nonostante questo fuori dagli undici spesso e volentieri; De Silvestri chirurgico nei suoi ingressi, autore pure del gol più stupefacente dell'anno, con un colpo di testa da fuori area che mancava in serie A dal 2011. Tutto qui, e molto di più.

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BOLOGNA - Ci manca solo la statua di una madonnina che lacrimi di rossoblù. Altro che sera dei miracoli, come cantava Lucio Dalla, sempre abbonato anche post mortem grazie al patto con l'amico storico Tobia Righi. Questo è un anno intero di miracoli per il Bologna. La qualificazione Champions non era nemmeno nei sogni. Il target era raggiungere al più presto i 40 punti: oggi il Bologna ne ha già 67. L'ipotesi più ottimistica prevedeva un'impervia qualificazione per una coppa qualunque, fermo restando che sarebbe stato già molto positivo un campionato da parte sinistra della classifica. Invece il club emiliano è a un passo addirittura dal terzo posto, che si giocherà lunedì sera con la Juventus. Anche un pareggio potrebbe bastare dopo l'1-1 dell'andata, essendo il Bologna in vantaggio nella differenza reti totale (+3 sui bianconeri), e l'ultima da giocare a Genova.

Bologna, presentata la nuova maglia

Ieri è stata presentata la nuova maglia, che sarà utilizzata già lunedì: classica, con un risvoltino giallo sul retro a citare l'ultima euroapparizione e un ricordo dell'anno 1925, ovvero un secolo esatto dal primo dei sette scudetti. Dopo la gara con la Juventus il Dall'Ara inizierà i festeggiamenti ufficiali tra giochi di luce e un lungo giro di campo, i quali proseguiranno poi mercoledì con la parata in città sul bus scoperto. Il Bologna è arrivato alla Champions - che apporterà un introito minimo già sicuro di 40 milioni di euro, chiaramente a crescere - combinando elementi tecnici e psicologici in un mix esplosivo. La difesa ha subìto soltanto 27 reti, la seconda dopo l'Inter.

La striscia di febbraio e marzo, 8 vittorie su 9 partite, è poi proseguita anche con preziosi pareggi, frutto dei soli 2 gol beccati nelle ultime 8 gare giocate. Il Bologna ha avuto la continuità di una grande. Anche quando il suo gioco scintillante è incappato in qualche frenata, la squadra di Thiago non ha mai perso. Importanti i successi esterni con Lazio e Napoli, ma i veri momenti chiave sono stati i pieni sui campi di Atalanta e Roma: con queste due il Bologna ha vinto in casa e fuori.

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