Immobile, il sogno Nazionale e il retroscena di mercato: "Quello che mi ha dato la Lazio...."

L'ex attaccante biancoceleste ha fatto il punto sulla preparazione alla prossima stagione con i rossoblù

"Con il Bologna è stato un bell'inizio, forte, c'è entusiasmo ed è contagioso". A dirlo è Ciro Immobile, rientrato in Italia dopo la stagione al Besiktas e accordatosi con il Bologna il 10 luglio scorso. L'ex attaccante della Lazio, che in Serie A ha indossato anche le maglie di Juventus, Genoa e Torino, si è detto entusiasta del trasferimento alla corte di Vincenzo Italiano, dichiarando come gli obiettivi stagionali dei rossoblù siano la conferma del piazzamento in Europa, raggiunto grazie al trionfo in Coppa Italia contro il Milan. Classe 1990, Immobile ha inoltre negato la possibilità di tornare nella Capitale dopo 8 anni (di 340 presenze, 207 reti e 54 assist l'iconico bilancio del ciclo biancoceleste): "Una possibilità di tornare alla Lazio? No, non c'è stata. Quello che abbiamo fatto insieme, quello che mi ha dato la città di Roma, sono ricordi che mi porto dentro e nessuno me li potrà mai togliere. In Turchia ho fatto una esperienza molto importante, ho chiuso l'anno con 20 gol anche con qualche problema fisico nella seconda parte dell'anno, abbiamo anche alzato un trofeo e non è mai scontato. Quest'anno ho ricominciato con l'entusiasmo di un ragazzino. Qual è l'obiettivo? Di confermarsi ancora una volta: conta la continuità nel calcio. Io ho lavorato tutta l'estate per trovare una soluzione che mi possa fare gioia e qualche soddisfazione, senza pensare all'età.

Immobile: "Fare tanti gol e tornare in Nazionale"

"Ho sempre creduto che col lavoro si possono raggiungere risultati importanti - ha dichiarato ai microfoni Sky - siamo partiti bene, ho fatto diversi allenamenti, ho fatto due amichevoli e ho fatto gol. Una classifica degli obiettivi? La conferma del Bologna in Europa al primo posto: vorrebbe dire fare una stagione importante a livello di squadra, da 65 punti o più. Poi direi fare tanti gol, tornare in Nazionale, vincere la classifica marcatori. È ovvio che se vinci la classifica marcatori... automaticamente dovresti andare al Mondiale". Immobile ha risposto anche sul incontro con Gianni Morandi, noto tifoso del Bologna. "Il fatto di allenarsi con Gianni Morandi a bordocampo è stata una bella emozione, non c'è cosa più italiana di questo. Il Bologna è una squadra collaudata, grazie al lavoro di Italiano e del suo staff, è davvero qualcosa di positivo. L'amore e la protezione che c'è intorno alla squadra mi ha stupito. Cosa mi ha detto Italiano? Già dai primi contatti col mister mi è parso una persona molto sincera, ha tirato fuori tutto quello che aveva come preoccupazioni, ma non tecniche, semplicemente come allenatore che ha già un gruppo coeso e senza dualismi".

Immobile: "Non ho sentito Gattuso"

"Italiano era preoccupato, data la mia esperienza e la mia carriera, mettere in difficoltà lui per i miei movimenti e non ascoltarlo in determinate cose. Mi ha fatto piacere partire dalle difficoltà, ci siamo portati avanti. Questo è un anno importante per il Bologna, vogliamo dimostrare un'ulteriore crescita e fino a questo momento sta andando tutto da obiettivo. La Nazionale? Non ho sentito Gattuso, non ancora. Non mi sono mai paragonato a nessuno, non l'ho fatto neanche alla Lazio, però ho sempre cercato di imparare. Gattuso deve solo vedere se sto bene fisicamente, se faccio gol e se posso essere utile alla Nazionale. Il ritorno in Italia? Sotto l'aspetto tecnico non c'erano tanti motivi per tornare: il campionato mi piaceva, il club è molto organizzato. Però da parte mia forse avevo bisogno di sfruttare questi ultimi anni dove la gente mi conosce di più. Quando si è aperta l'opportunità di Bologna l'ho vista così, non ho scartato una per prendere l'altra, era una cosa che mi è piaciuta". 

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