"Italia, abbiamo le carte per andare al Mondiale"
Ma è vero che è stato vicino al passaggio in bianconero? "Sì, ci fu qualche contatto dopo l’Europeo del 2012, quando ero al Bologna, ma alla fine non se ne fece nulla".
A proposito dell’Italia: ha sentito Gattuso di recente? "No, ma penso stia facendo un grandissimo lavoro. Abbiamo tutte le carte in regola per andare ai mondiali. Sta a noi. Ho un figlio di 12 anni che non ha mai visto gli azzurri giocarsi la Coppa del mondo. Sarebbe un disastro saltarne un altro… Un danno per gli italiani e, in generale, per il calcio".
Perché il nostro sistema fatica a produrre talenti? Colpa di quei tecnici che nelle giovanili speculano sul risultato anziché sforzarsi di far crescere tecnicamente i giocatori? "Questa è la cultura italiana: è sempre stata così e non cambierà mai. Facevamo questi discorsi già una quindicina di anni fa, e fra altri quindici saremo sempre allo stesso punto. Poi a me non piace parlarne o lamentarmi come fa la maggior parte della gente. Andrebbero trovate soluzioni".
Dove abbiamo visto il miglior Diamanti? "A Livorno, la piazza del mio esordio in Serie A e dei primi traguardi importanti, e Bologna. Lì mi sono conquistato l’azzurro. Una piazza a cui resterò sempre legato, il mio grande amore. È rimasta un po’ di amarezza per come è finita, ma il calcio - si sa - è imprevedibile".
