© LAPRESSEBOLOGNA - "Arriviamo a questa partita come nelle altre settimane di stop: pian piano sono arrivati i nazionali e il blocco squadra è stato completato. Ci siamo allentati bene ma a ranghi ridotti. Dovremo cercare di farci trovare pronti. In campionato abbiamo l'obbligo di fare punti per rimanere aggrappati all'ottavo di finale e poi da martedì penseremo all'Europa League, ma abbiamo ancora obiettivi in campionato". Alla vigilia della trasferta a Cremona, il tecnico del Bologna Vincenzo Italiano afferma che l'ambiente rossoblù non si lascerà distrarre dall'affascinante sfida in Europa League con l'Aston Villa: "Io, lo staff, i dirigenti e la società abbiamo il focus solo su Cremona e abbiamo parlato esclusivamente di questo senza mai parlare dell'Aston Villa. Non abbiamo messo pressione ai ragazzi in settimana. Il nostro obiettivo è rimanere aggrappati all'ottavo posto".
Turnover e infortunati
"Non faremo nessun calcolo. Troveremo una Cremonese agguerrita, reduce da una vittoria e da un cambio di allenatore che ha ridato nuova linfa. Ora hanno avuto 15 giorni in più per lavorare e sarà ancora più tosta affrontarli. Qual è la chiave per far sbloccare Orsolini? Manca un mese e mezzo. È un momento in cui gira tutto nel verso sbagliato, mentre prima segnava da ogni angolazione. La nostra fiducia è totale e mi auguro che tutto ciò che gli passi per quel mancino riesca a trasformarlo in qualcosa di importante per noi. Il punto sul infortunati? De Silvestri e Pobega sono rientrati e sono recuperati, hanno smaltito i loro problemi ma verranno centellinati per gestire le loro energie. Odgaard rientrerà la prossima settimana. Lykogiannis e Dallinga hanno due tendiniti che continuano a dar loro problemi e non so quando torneranno con la squadra. Castaldo? È un ragazzo interessantissimo. Ha qualità e doti che secondo me può sfruttare molto bene. In questi due giorni è arrivato da noi con un sorriso smagliante e insieme a Castro si sta allenando come nostro secondo numero 9. L'avevo visto all'opera nello spareggio playout dello scorso anno e fu devastante. Helland potrebbe giocare dall'inizio? Sarebbe giusto dargli minuti e fiducia, ma arrivando a gennaio è normale che ci sia un minimo di gerarchia. Mi auguro di potergli dare minuti presto anche per farlo vedere alla gente perché è un prospetto interessante e si allena benissimo. Bernardeschi mezz'ala? Secondo me non ha lavorato male con la Lazio, ma nel momento in cui abbiamo tutti i centrocampisti a disposizione Federico tornerà a fare l'esterno", ha aggiunto Italiano.
La Nazionale, l'Europa e la Supercoppa
"Accetterei di allenare l'Italia? Chi porterà l'Italia al Mondiale sarà il salvatore della patria. Sarà un lavoro arduo e difficile, ma ci sarà il momento in cui l'Italia tornerà a disputare questa competizione. L'ha vinta 4 volte e con il parco calciatori che ha non può non presentarsi al Mondiale. Cosa non va? Abbiamo troppa impazienza e smania di arrivare al risultato e questo genera sconfitte immeritate. impazienza in tutto: nella crescita dei giovani, nel non aspettare il compimento di un progetto, nell'essere troppo dipendenti dai risultati. Fa parte della nostra cultura ma andrebbe cambiata. Questa impazienza c'è anche qui a Bologna? L'anno scorso dopo 6-7 partite circolava 'Italiano outì poi abbiamo vinto la Coppa Italia. Mi è successo anche in altre annate di avere la pressione dei risultati. L'impazienza ti fa perdere le partite. Qui oggi c'è uno degli ambienti più belli in assoluto: c'è gioia, entusiasmo, addirittura un ragazzo sbaglia un calcio di rigore e viene applaudito. Tutto questo affetto va tutelato e mi auguro che il pubblico bolognese resti con questo attaccamento alla squadra. Vale più una finale di Conference League o un quarto di Europa League? Una finale è una finale. Sapete bene come ha festeggiato la Roma il primo anno. Noi dobbiamo fare un lavoro straordinario per poter andare avanti. Il crollo è arrivato dopo aver perso la finale di Supercoppa Italiana? È vero che tornati da Ryad qualcuno ha avuto dei momenti di sconforto. Eravamo ad un passo dall'alzare un trofeo. Per me è stato comunque un calo più fisico che mentale: voli, fuso orario, due partite in più. Poi certo c'è stata anche la mazzata psicologica ma quello mi era successo anche a Firenze e non aveva influito così tanto", ha concluso Italiano.