Cagliari, Zenga: "Cragno titolare contro il Torino. I tifosi ci mancheranno"

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Il tecnico dei sardi: "In porta non c'è nessuna gerarchia. Simeone ha tanta voglia e passione, voglio che si stanchi il meno possibile a rincorrere gli avversari. Ragatzu? Mi piacerebbe farlo arrivare alivelli più alti"

Cagliari, Zenga:
© Getty Images
venerdì 26 giugno 2020

CAGLIARI - I portieri si candidano a essere i grandi protagonisti di Cagliari-Torino: da una parte proseguirà la staffetta Cragno-Olsen, dall'altra Sirigu troverà il tecnico che lo ha lanciato, ossia Walter Zenga: "Totò è un ragazzo cui sono molto affezionato e sono contento della sua carriera - esordisce l'allenatore del Cagliari in conferenza stampa - Mi piacerebbe vederlo con la maglia rossoblù. Non ci sono mai state gerarchie tra Olsen e Cragno, un tecnico parla sempre con i suoi ragazzi. Avevo detto a entrambi che Alessio avrebbe giocato a Verona e col Torino, mentre Robin con la Spal. Siamo in una situazione totalmente diversa dal campionato di prima: devo tutelare il patrimonio del club. Abbiamo anche Rafael e Ciocci, che sono fortissimi. Dipendesse da me giocherebbero tutti e 4..." Un altro modo per dire che non ci sono più titolari e riserve: "Chi entra dalla panchina in questo momento ha molte più chance di incidere. Nessuno può giocare 13 partite di fila in 40 giorni: se oggi un giocatore sta fuori 10 giorni ora salta 4 partite".

Sulle differenze riscontrate tra casa e trasferta: "Cambia poco, se non il fatto che non dobbiamo prendere un aereo. Quando giocavo, mi caricavo tanto nelle partite in cui avevo il tifo contro. In queste gare può succedere di tutto, anche che una squadra possa partire a mille e poi si spenga. La cosa bella che ho visto è una disponibilità assoluta da parte di tutti a dare il proprio contributo". Sull'impatto di Ragatzu con la Spal: "Quel che mi stupisce di Daniele è che alla sua età abbia fatto così poche presenze in A. Vorrei aiutarlo a farlo arrivare a livelli più alti, credo che abbia un talento devastante ma deve vivere per il calcio, facendolo con assoluta attenzione: è vero che ha 27 anni, ma è anche vero che Pisacane è arrivato in A a 29 anni. Nainggolan? Ha fatto una piccola parte di allenamento con la squadra, ma è presto per dire se sarà tra i convocati".

Contro la Spal è arrivata una vittoria fondamentale per l'aspetto psicologico: "Le vittorie ti danno serenità per la partita dopo, ma è vero che la partita successiva è quella di domani. Il fatto che le partite siano così ravvicinate e l'esperienza di queste prime gare, di tutta la A, dà l'idea di quello che sta succedendo". Su Nandez: "Con Nahitan è stato facile, perché sono tifoso del Boca (ride, ndr). Penso che dopo tutte quelle botte prese, un altro giocatore al posto di Nahitan sarebbe uscito dopo 10 minuti, così come il discorso è valido per Pisacane. Questo mi dimostra che alleno una rosa che dà tutto per questa maglia e mi dispiace che non ci siano i tifosi domani allo stadio". Su Simeone: "Giovanni ha tanta voglia e passione. Quando vedo uno che si prende così cura di se stesso non ho niente da rimproverargli. Vorrei metterlo ancora più vicino alla porta, senza che si stancasse troppo a rincorrere gli altri".

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